“Nel prossimo consiglio comunale, proprio a ridosso della Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, sarĂ discussa la mozione per l’istituzione di una Commissione comunale antimafia, uno strumento previsto dall’ordinamento degli enti locali, giĂ adottato da numerose amministrazioni italiane”, annuncia Deborah Bellotti, consigliera comunale del PD a Imperia.
“Ho voluto scrivere questa proposta, in collaborazione con Alleanza Verdi e Sinistra, partendo dalla consapevolezza che l’attuale tavolo tecnico sul contrasto alla criminalitĂ organizzata – istituito nel 2024 e a cui ho personalmente contribuito – ha rappresentato uno spazio di confronto certamente utile ma insufficiente. Non è infatti previsto dallo statuto nĂ© dal regolamento del consiglio comunale e dispone di funzioni limitate rispetto a un organo istituzionale”, spiega Bellotti.
“L’istituzione di una Commissione comunale antimafia consentirebbe al consiglio di dotarsi di uno strumento stabile, pubblico e regolamentato, capace di indirizzare l’amministrazione nelle attivitĂ di prevenzione, monitoraggio e promozione della cultura della legalitĂ ”, aggiunge la presidente della Commissione Consiliare I – Affari istituzionali ed organizzativi.
Bellotti sottolinea poi l’importanza del coinvolgimento delle realtĂ associative: “Ho piĂą volte evidenziato la necessitĂ di rafforzare gli strumenti di prevenzione, di coinvolgere le realtĂ associative impegnate nella diffusione della cultura della legalitĂ e di aderire a reti nazionali che supportano gli enti locali nel contrasto alle mafie. Le mafie contemporanee operano utilizzando reti economiche, finanziarie e relazionali che superano i confini amministrativi e richiedono risposte istituzionali mature, coordinate e basate su dati e analisi. La legalitĂ non è materia di parte: istituire una Commissione comunale antimafia non significa lanciare allarmi nĂ© danneggiare l’immagine della cittĂ , ma al contrario rafforzare la credibilitĂ delle istituzioni, tutelare l’economia sana e promuovere una cultura della legalitĂ che aiuti lo sviluppo civile ed economico”.
“Prevenire attraverso la conoscenza dei fenomeni, la trasparenza amministrativa, il controllo dei processi decisionali e il coinvolgimento della comunitĂ locale è la risposta che serve: negare o ridimensionare il problema non lo elimina”, conclude.






