giorgia meloni

In occasione della 39esima Assemblea generale dell’Unione delle Province Italiane, ospitata dal Teatro Cavour di Imperia e conclusa anzitempo, causa maltempo, nel primo pomeriggio di oggi, ha inviato il suo messaggio al Presidente nazionale dell’Upi Enzo Lattuca, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Scrive la Premier: “Gentile Presidente Lattuca, carissimi, mi dispiace molto non aver potuto essere con voi oggi ad Imperia, ma ci tenevo a inviare a lei e tutti gli amministratori presenti il mio saluto e il mio contributo in occasione della 39esima Assemblea generale dell’Unione delle Province Italiane. È un appuntamento, quello di quest’anno, che assume un rilievo particolarmente significativo, perché coincide con l’ottantesimo anniversario della nascita della nostra Repubblica. Le Province sono presidi di coesione territoriale e ricoprono una funzione indispensabile di raccordo per lo sviluppo dei territori. Le Province svolgono un ruolo decisivo, secondo i principi di autonomia e sussidiarietà riconosciuti dalla Costituzione. Ho avuto modo io stessa, da consigliere provinciale, di valutarne l’importanza nel ruolo di coordinamento strategico delle amministrazioni e di supporto, specie per le aree interne e i Comuni più piccoli.

Nel corso degli ultimi anni, le Province hanno dovuto far fronte, spesso tra carenze d’organico e rigidi vincoli di bilancio, a prove particolarmente impegnative per assicurare la continuità di funzioni essenziali per i cittadini, dalla manutenzione della rete viaria alla gestione dell’edilizia delle scuole secondarie superiori. Nonostante questo, non hanno fatto venir meno il proprio contributo per rispettare gli impegni fissati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, dando prova concreta di saper individuare i fabbisogni reali, pianificare con coerenza e spendere interamente le risorse nei tempi stabiliti. Tutto questo è accaduto, e continua ad accadere, in uno scenario di incertezza.

Le Province portano sulle spalle la pesante eredità della legge n. 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, un provvedimento che ha lasciato questi enti in un insostenibile limbo che non ne riconosce la storia e la funzione costituzionale. Crediamo che sia arrivato il tempo perché il Parlamento valuti, sulla base delle tante proposte presentate e senza pregiudizi di parte, gli effetti di quella norma e il modello di elezione, al fine di rafforzare l’efficienza e la rappresentatività degli organi elettivi. Questo vale ancor di più per le aree metropolitane, nelle quali i cittadini dei Comuni sono governati dal sindaco del capoluogo ma senza avere la possibilità di eleggerlo. Dunque, oltre ai nodi legati alle competenze e alle risorse, si fa sempre più urgente l’esigenza di aggiornare l’architettura complessiva degli enti locali.

Sono trascorsi più di venticinque anni dall’entrata in vigore del Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali, e il succedersi di interventi normativi non sempre lineari ha finito per complicare l’azione amministrativa complessiva. In questa direzione si muove la riforma del TUEL, che sta per approdare in Consiglio dei ministri e a cui seguirà il dovuto e necessario confronto in Parlamento. Un provvedimento ha un triplice obiettivo: ridisegnare un quadro normativo coerente, fissare confini certi secondo il principio del “chi fa cosa” e restituire piena dignità agli enti territoriali.

Dobbiamo garantire ai cittadini il diritto di poter dialogare con istituzioni locali forti ed efficienti, capaci di programmare con certezza le opere e i servizi e dare risposte concrete alle istanze dei territori. Crediamo che sia questa la strada migliore per restituire alle Province il ruolo che le è proprio e naturale, ovvero quello di cerniera tra Comuni e Regioni, e per offrire un ulteriore contributo alla sfida che ci vede tutti impegnati: costruire uno Stato più efficiente, veloce e attento ai bisogni degli italiani”.