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La crescente “febbre del 72° Festival di Sanremo” da settimane ha spento la luce e fortemente indebolito l’attenzione sul gravissimo problema di “Casa Serena” e del “vecchietto dove lo metto”. Tutto risolto? Magari.

La situazione all’interno della residenza per anziani di Poggio, potenzialmente in grado di ospitare ed assistere oltre 150 persone non solo non è migliorata, ma secondo familiari di ricoverati, sindacati, ex dipendenti, personale sanitario, sarebbe ulteriormente peggiorata.

Prova ne sarebbe il forte calo degli ospiti, si parla solo di una settantina di ricoverati, continuano i contagi da corona virus tra gli anziani e dipendenti, sopralluoghi Asl e Nas, muro contro muro con i sindacati, cause in corso, incertezze, malumori, forti disagi tra le parti. Un caos. Si annunciano manifestazioni di piazza. Tra pochi giorni i fari saranno riaccesi perché i primi nodi cominceranno ad arrivare al pettine. Giovedì 27 gennaio infatti, covid permettendo se giudici ed altri interessati per forza maggiore non marcheranno visita, il Tribunale del lavoro dovrà pronunciarsi sui numerosi dipendenti “licenziati”, lasciati a casa dalla nuova gestione privata. I sindacati, Cgil, Uil, Cisl sono certi che “giustizia sarà fatta, saranno riassunti” anche se, per quanto riguarda tutele e garanzie, il contratto ha aperto interrogativi, interpretazioni.

Il sindacato si è mobilitato, ha trovato porte chiuse, la gente è stanca, delusa, sta perdendo fiducia. E’ necessario fare di più per le fasce più deboli. “Ad aprile – ha dichiarato Riccardo Ronca, battagliero sindacalista della Uil – arriverà finalmente il momento cruciale della paradossale vicenda. Noi tutti ci saremo. Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) dovrà pronunciarsi sulla richiesta del Comune di Sanremo di esecuzione di revoca del contratto nei confronti di My Home”. Motivo? In sintesi secondo il sindaco Alberto Biancheri e la sua maggioranza di centro sinistra i nuovi proprietari della R.S.A, della R.P, dell’intera struttura di Poggio, in base a fatti e comportamenti accaduti, non garantirebbero la necessaria e dovuta salute, assistenza e sicurezza agli ospiti.

My Home, attraverso il suo legale rappresentante, il dott. Rosario Maniscalco, ha presentato immediato ricorso di sospensione sostenendo che ogni problema e situazione esistenti e trovati al loro ingresso a Casa Serena sarebbero stati affrontati immediatamente e risolti nel più breve tempo possibile. Ad aprile, tra meno di 3 mesi, scadono i termini concessi ed il Tar dovrà dire se My Home ha ragione e resterà, o se ha ragione il Comune ed il contratto verrà stracciato.

Ma in che modo, con o senza penali, a carico di chi, chi sarà il vincitore e chi il vinto? Una brutta storia, esplosa ed appesantita da un fatto sconvolgente, disumano: la morte all’alba di un giorno di settembre del 2021 di un’anziana signora, ospite di Casa Serena, trovata soffocata nel suo letto dalla cintura di costrizione che le era stata applicata per sicurezza, per impedire che si facesse del male dormendo. Com’è stato possibile? Perché nessuno se n’è accorto? La magistratura ha aperto un’inchiesta che è ancora in corso.

Molti i punti da chiarire. Chiunque vinca, qualunque sia la fine di questa brutta storia resterà scritta una pagina molto buia e triste. Una vicenda gestita nel peggiore dei modi. Da svogliati principianti, è l’impressione, non da seri e scrupolosi professionisti. Responsabilità hanno anche tutti quei pubblici amministratori, di maggioranza ed opposizione, e quelle persone che a vario titolo potevano intervenire, dare contributi ed hanno invece preferito non sporcarsi le mani. Tra chi è rimasto in silenzio e chi non ha voluto seguire consigli, c’è anche chi ha lasciato che l’amico-nemico sbagliasse. Per stupidità? Non è un’attenuante.

Il vecchietto dove lo metto? Tra i mille egoismi umani pesa pure il sospetto di chi, non avendo familiari a Casa Serena, abbia preferito fare come Ponzio Pilato, lavarsene le mani. Ignobile.