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C’era una volta una Liguria fatta di dettagli. La Liguria dal profumo di salsedine, dai colori intensi, dal sapore di un tempo.

“C’era una volta” oggi lo possiamo dire ancor di più, perché la mania di costruire in modo smodato ha fatto un’altra vittima, uno degli ultimi angoli di costa che aveva conservato quel suo sapore così autentico.

Appena dietro il porto degli Aregai, nel comune di Santo Stefano al Mare, un piccolo promontorio incastonato tra l’ex sedime ferroviario e il mare conservava la sua anima selvatica, tra piccole case colorate e il vecchio tracciato dell’Aurelia, tra macchia mediterranea e la sua torre di avvistamento che proteggeva i paesi dalle invasioni dal mare.

Una torre vittima di un restauro che ne ha completamente distrutto la bellezza, trasformandola da monumento storico a picco sulle onde ad un confetto ex novo che tutto pare fuorché qualcosa di bello. Le cinque palle di cannone incastonate nella facciata sembrano l’unica traccia rimasta di storicità, e pare un miracolo che non siano state coperte.

Tutt’attorno sorgono come funghi nuovissime villette vista mare, uno spettacolo che non si riflette più nella costa, oramai inesistente e divorata dal cemento. Ma nascosta, in qualche angolo, la Liguria sopravvive, animale morente in un mondo sempre più grigio orfano della sua poesia.