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“Annus horribilis”, questa l’espressione utilizzata da Lara Servetti, responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare, per definire il 2022 della pesca ligure. Un anno iniziato con il forte incremento dei costi energetici che ha messo in seria difficoltà il settore della pesca in provincia di Imperia, situazione aggravata dalla crisi bellica russo-ucraina.

A destare ulteriori preoccupazioni, la normativa inerente le quote per la pesca del gambero rosso e del gambero viola, che si attestano ben al di sotto delle catture registrate negli ultimi due anni. “Un provvedimento che comporterà ripercussioni importanti sulla pesca e sulla ristorazione – commenta Lara Servetti. – Il gambero rosso e il gambero viola sono prodotti di eccellenza conosciuti in tutto il mondo, anche da chef stellati. L’unica speranza che i pescatori e la pesca in Liguria hanno è che nel 2023 si possano attuare delle politiche regionali sulla pesca, forti del fatto che la Liguria è l’unica regione in Italia ad avere uno studio triennale con l’Università di Genova per la pesca del gambero rosso”.

“Accanto a questi problemi – continua – abbiamo altri provvedimenti normativi. Il 4 maggio si è aperta la cattura del tonno rosso accidentale, che è l’unica possibilità che i nostri pescatori hanno di catturarlo perché in Liguria nessuna imbarcazione è autorizzata alla pesca del tonno rosso, e si è chiusa pochi giorni fa. Una presa in giro per i nostri pescatori che in 17 giorni hanno catturato 4 tonni a Imperia, un tonno a Sanremo e poi è finita perché non si può più catturare, neanche accidentalmente. È una situazione che a noi non piace, abbiamo chiesto al Ministero che queste catture accidentali venissero divise per direzioni marittime, ma così non è stato”.