Gli alunni di Pontedassio a scuola di educazione civica con il meteorologo Giovanni Nebbia

Si è svolto questa mattina, presso la Scuola Superiore di I° grado “G. Natta” di Pontedassio, un incontro tra gli studenti e il meteorologo imperiese Giovanni Nebbia.

Al centro del dibattito, durante il quale gli alunni hanno potuto fare domande e confrontarsi su diversi aspetti ambientali, il tema della meteorologia, con particolare attenzione al territorio della Valle Arroscia.

“Il nostro Istituto ha preso sul serio l’educazione civica, materia che viene affrontata da tutti i docenti in base agli argomenti – spiega l’insegnante Francesca Pilade. – Tra le varie attività previste nell’anno scolastico, io e i miei colleghi ci siamo avvalsi della competenza di Giovanni Nebbia che per passione fa il meteorologo, e che oggi ci insegnerà alcune cose. Innanzitutto a conoscere il campo della meteorologia e a intuire la sua complessità. In secondo luogo ci aiuterà a comprendere le relazioni che avvengono fra l’intervento dell’uomo e la meteorologia, sia in un contesto globale, sia in un contesto specifico come quello della Valle Arroscia. In ultimo, riflettere sui cambiamenti climatici, tema preso molto a cuore dalle ultime generazioni.

Quello di oggi è un esempio di come l’Istituto Comprensivo Pieve di Teco – Pontedassio sia ancorato a un contesto sociale ma anche naturalistico ambientale, e di come ne sia parte integrante”.

“È stato divertente ed interessante incontrare i ragazzi di prima media delle scuole di Pontedassio per parlare di meteorologia, clima e rispetto per il pianeta – dichiara Giovanni Nebbia. – Ho cercato di condividere con loro la mia passione per il meteo, cercando di utilizzare una terminologia più semplice possibile.

Questo fatto ha così instaurato tra noi un folto dialogo di domande e risposte che ci ha tenuto impegnati per più di un’ora. Domande talvolta complesse che richiedevano risposte articolate, spero per loro di essere stato chiaro nel districarmi nella giungla della complessità atmosferica.

In linea generale ciò che mi rende entusiasta di questi incontri è il contatto con la fresca curiosità di questi giovanissimi che è tanta: c’è sete di sapere, c’è voglia di imparare.

Spero presto di poter avere altre occasioni simili: non mi sento un divulgatore, lungi da me volermi accreditare come tale, ma la passione per le scienze più viene condivisa meglio è, soprattutto con le nuovissime generazioni”.