[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/206403410″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Negli scorsi giorni è tornato a livello mediatico la discussione sull’interruzione volontaria di gravidanza e sui ginecologi obiettori.

A far scattare nuovamente la scintilla di uno dei temi più sentiti e dibattuti in Italia, è stato il bando di concorso pubblico, voluto dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, per l’assunzione esclusiva di due ginecologi non obiettori.

La notizia ha fatto scalpore e ha diviso l’opinione pubblica tra chi dichiara l’iniziativa necessaria per rispettare la legge 194 e tra chi dichiara che violerebbe i diritti di coscienza dei dottori.

In alcune regioni la percentuale di obiettori supera il 90%: questo il caso di Molise, Trentino Alto Adige e Basilicata.

La regione Liguria si attesta nella parte bassa della classifica nazionale con una percentuale di professionisti obiettori del 65,4%.

Nonostante l’introduzione della legge 194 del 1978, in alcune zone d’Italia sono aumentati in modo esponenziale gli aborti clandestini dovuti proprio all’obiezione di coscienza.

Ma qual è la situazione nella provincia di Imperia?

Ne abbiamo parlato con il dott. Giuseppe Trucchi, Direttore del Dipartimento Donna Bambino dlel’Asl 1 Imperiese.

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