casa serena

La storia infinita” di Casa Serena, continua. A differenza del libro fantasy per ragazzi dello scrittore Michael End, ricco di sogni, speranza in un mondo migliore, “La storia infinita” della casa di cura per anziani di Sanremo si è trasformata invece in angoscia e tormento per circa 90 vecchietti, ospiti della struttura. Giorno dopo giorno sta crescendo pure la preoccupazione dei loro famigliari unitamente a quella di circa il 50% dei dipendenti che vi operavano e che di colpo, dall’inizio di settembre, si sono trovati “licenziati”, senza stipendio. I sindacati Cgil, Cisl ed Uil sono sulle barricate, impegnati a fare rispettare regole e leggi. Fare chiarezza, capire perché il Comune di Sanremo, per mezzo secolo proprietario di Casa Serena, recentemente l’abbia ceduta alla società privata My Home ed alla Cooperativa Excellence con dentro i vecchietti, con un contratto per il momento definito da molti “capestro”, “fantasma”, che “fa acqua da tutte le parti”.

Il nuovo manager e direttore di Casa Serena, Rosario Maniscalco, è inviso al centrodestra, all’opposizione in Consiglio comunale e a molti sanremesi. Vorrebbe aggiustare i conti tagliando personale, riducendo le ore lavoro, assumere chi è disposto ad entrare in Cooperativa, a busta paga ed altro ancora. Chi rischia di più sono gli ospiti, meno personale, minor professionalità significa possibili falle nell’assistenza, sicurezza, ordine, cura, attenzione ad ogni livello. Non è un caso che la magistratura da giorni abbia aperto un’inchiesta, che due persone siano state raggiunte da avvisi di garanzia; che polizia, forze dell’ordine stiano indagando sulla morte, per soffocamento nella notte, di un’anziana ospite nel suo letto; che l’Asl1 stia facendo ispezioni a raffica all’interno della struttura per certificare che tutti i parametri siano rispettati. In caso contrario potrebbe essere revocato dalla Regione il contributo annuale di circa 600mila euro.

Tra pochi giorni dovrebbe arrivare una soluzione, riscrivere condizioni e garanzie chiare e precise in un nuovo contratto tra Comune-My Home. Oppure far saltare il banco, revocare tutto. My Home torna in Piemonte, il Comune, in attesa di nuovi gestori, si riprende la gestione di Casa Serena. Fondamentale sono garantire poche ma irrinunciabili cose: ridare fiducia agli ospiti ed ai famigliari che i loro cari vecchietti godranno della massima serenità, qualificata assistenza sanitaria, odine, pulizia, godibile socialità in tutti i vari settori 24 ore su 24, giorno e notte.

Umanità, competenza, responsabilità sono le parole chiave sia per chi vende che per chi compra. Basta confusione, segreti, atteggiamenti, decisioni incomprensibili che vanno dall’assumere personale, soprattutto infermieristico che non conosce e non parla italiano e lasciarlo in servizio da solo anche di notte, senza un italiano che possa assisterlo. Come fa a soccorrere, essere di aiuto a chi ha bisogno di terapie, si sente male, necessita di essere soccorso immediatamente. Come fa a capire cosa ha bisogno quell’anziano, a leggere i “bugiardini”, provvedere senza sbagliare?

Negli ultimi due giorni a Casa Serena sono dovuti accorrere polizia, carabinieri, vigili urbani, pare anche la Gdf per evitare che le cose degenerassero, fare verifiche, indagare. La prima volta la nuova proprietà ha impedito a sindacalisti della Cgil, Uil e Cisl di entrare per incontrare i vecchietti. Vedere se tutto funzionasse. Stamattina il presidente Rosario Maniscalco, “l’Amerikano”, ha fatto il bis: ha impedito addirittura a due “esperti del settore” inviati dal Comune di vigilare, o meglio “dare un’occhiata” sull’operato di Euroassistance.

Fuori! Non c’è stato verso nonostante si trattasse di persone qualificate, si dice addirittura del dottor Dario Belmonte, assistente sociale di Palazzo Bellevue e dell’ex direttore struttura Over Casa Serena, dott. Luca Ghiglione. Fuori! Non si entra! sarebbe stato intimato loro. Anche stavolta sono stati chiamati i carabinieri, ma non è cambiato nulla. Fuori, non si entra! I due inviati comunali se ne sono dovuti andare come erano venuti. Interessante conoscere la relazione delle forze dell’ordine.

Certamente per il sindaco Alberto Biancheri, il vicesindaco ed attuale assessore alle Politiche sociali e Servizi alla persona, Costanza Pireri, unitamente agli altri responsabili dal Presidente del Consiglio a quello del Bilancio, alla Programmazione non sono giorni facili. Con più prudenza, per non dire altro, si poteva e si doveva fare meglio. Rinviare ancora non serve, anzi. “Ha da passà ‘a nuttata”, azzardiamo un auspicio alla Eduardo De Filippo. Subito dopo sarebbe meritevole ed apprezzato se, chi di dovere, pronunciasse il “mea culpa”. Serve coraggio.

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