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Giornata di mobilitazione generale per gli attivisti di Friday For Future, il movimento globale che ha preso il via quattro anni fa ispirandosi alle manifestazioni di protesta per la salvaguardia del clima di Greta Thumberg. Oggi, venerdì, è stata lanciata la giornata di sciopero per la salvaguardia del clima con tanto di collegamento con il conflitto in Ucraina. L’obiettivo non è solo denunciare gli effetti sempre più drammatici del cambiamento climatico, ma anche pretendere una transizione ecologica per non pesare sulle fasce più fragili della popolazione, a livello nazionale e internazionale. Il conflitto in Ucraina, secondo il movimento, è il sintomo più evidente di un sistema legato a un capitalismo fossile che mira più al profitto che al benessere delle persone.

Nelle grandi città si sono svolte manifestazioni piene di giovani, spesso minorenni, giustamente preoccupati per il loro futuro. A Sanremo un gruppo di aderenti a Friday for Future si è dato appuntamento proprio davanti al teatro Ariston, scelto come luogo simbolo di quella che loro ritengono essere una manipolazione dell’informazione, riferendosi ad Eni, nuovo sponsor dell’ultimo Festival con il suo marchio Plenitude, che ha lanciato messaggi di attenzione all’ambiente che secondo i contestatori non corrisponde affatto alla realtà.

“Eni – dicono – continua a investire sul gas e sul petrolio, è il principale emettitore italiano di gas serra e una delle aziende più inquinanti del pianeta”. Cartelli, slogan, una visione chiara ma pesantemente preoccupata di quello che si prospetta per tutti i giovani, mutilati da due anni di pandemia e adesso angosciati dal pericolo di una devastante guerra mondiale.

Nel video-servizio a inizio articolo le dichiarazioni di Pietro Pizzo rappresentante di Friday for Future a Ventimiglia, presente stamattina in via Matteotti a Sanremo.