In relazione al comunicato dell’ASL 1, apparso ieri sulla stampa online, la Fondazione, precisa quanto segue:

Prima di addentrarci nel merito del contenuto di detto comunicato, si evidenzia che la Fondazione, in stretto ossequio al suo Statuto, opera secondo principi che antepongono il rispetto e la tutela dei propri ospiti e dei propri dipendenti. Pertanto nessuna decisione in merito alla eventuale destinazione della struttura all’ospitalità dei COVID19 sarebbe stata presa da questa Fondazione, senza tenere in debita considerazione questi fondamentali diritti e principi.

ASL 1, in detto comunicato, dichiara che “ad oggi nessuna risposta è ancora pervenuta”. 

Tale affermazione risulta essere priva di ogni fondamento, in quanto in data 31 marzo 2020, la  Fondazione stessa ha provveduto ad inoltrare comunicazione  all’ASL 1 a mezzo mail Pec in risposta alla loro Nota Ufficiale.

In tale risposta la Fondazione evidenziava in modo preciso e puntuale le sue necessità, al fine di poter iniziare un eventuale percorso comune.

Mentre ASL 1 rispondeva alla nostra nota del 25 Marzo 2020 solo in data 30 marzo 2020 – per altro alle ore 19.07 – la Fondazione rispondeva – contrariamente a quanto affermato erroneamente dall’ASL 1 stessa – in data 31 marzo 2020 alle ore 17.35.

Pertanto ci si chiede, alla luce di quanto sopra, se l’ASL 1 abbia letto la comunicazione ufficiale della Fondazione, per altro debitamente protocollata dai loro uffici.

Non sarebbe stato più opportuno prima di intervenire a mezzo stampa on line, prendere visione compiutamente della nostra Nota Ufficiale, inviando una formale risposta alla Fondazione, senza fomentare ulteriori incomprensioni? Ad oggi nessuna risposta ufficiale è ancora pervenuta.

Sempre nello stesso comunicato, la Direzione Generale, afferma, che l’inizio dell’ipotetica trattativa sarebbe avvenuta 12 giorni orsono ma in realtà prima richiesta inviata dalla Direzione Generale è datata 24 marzo 2020. 

A differenza di quanto sostenuto dall’ASL 1, ricordiamo che l’operazione non è stata resa possibile per vincoli non imputabili alla Fondazione, e ben noti all’ASL 1 stessa. 

Come si sarebbero potuti spostare i 52 ospiti molto anziani ed in condizioni di fragilità senza il consenso dei parenti?

Di fronte a tale problematica l’ASL 1 non ha proposto alcuna soluzione.

Per altro non si comprende lo scopo di tale polemica a  mezzo stampa e come l’ASL 1 possa imputare alla Fondazione “l’inattuabilità dell’operazione”, in considerazione del fatto che  l’Assessore Regionale alla Sanità Viale, affermava, il 30 Marzo 2020, anch’ella a mezzo stampa, che la possibilità di collocare i COVID19 presso la Fondazione Borea, era saltata.