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Presi dall’immediatezza di questo periodo di difficoltà economica ed emergenza sanitaria tralasciamo spesso molti aspetti del nostro futuro, tra i più importanti quelli dei nostri bambini e adolescenti che in una fase di sviluppo soffrono particolarmente questa situazione.

In un clima tra scuole aperte e chiuse a intermittenza, impossibilità di contatto con i propri coetanei e un futuro incerto, cresce il disagio tra i giovani soprattutto a livello psicologico.

Abbiamo incontrato la dott.ssa Serena Suraci, psicologa specializzata sull’età evolutiva e sull’adolescenza, per fare un punto sulla situazione.

“Quello a cui stiamo assistendo nei bambini in età scolare è un incredibile capacità di adattamento alla situazione, però è anche vero che per i bambini è importante la routine e diciamo che l’intermittenza tra didattica in presenza e a distanza rende difficile adattarsi a questa routine. Gli studi stanno riscontrando un aumento delle problematiche legate all’ansia anche in età molto precoce soprattutto nei bambini che avevano già difficoltà nell’apprendimento e deficit dell’attenzione”.

Cosa porterà questo periodo nel futuro dei bambini?

“È ancora tutto molto ipotetico da una parte abbiamo chi punta sulle risorse creative e di adattamento dei bambini, dall’altra paragonano questa crisi a un evento traumatico con effetti simili al disturbo post traumatico da stress”.

E la situazione degli adolescenti?

“Credo che i giovani siano quelli che stanno pagando e pagheranno il prezzo più alto, nel mio lavoro clinico i ragazzi mi riportano un sentimento di fatica e demotivazione, e questo è molto triste quando viene a mancare quell’energia anche ribelle dell’adolescenza e a mio parere è un segnale da non sottovalutare. Abbiamo ragazzi molto depressi e l’abbandono scolastico è in aumento, vediamo però che questo periodo è anche una spinta per rivedere i propri piani, molti ragazzi si stanno indirizzando verso materie scientifiche perché hanno capito l’importanza di avere medici, sanitari, ricercatori“.

Per concludere, come gli adulti di oggi possono aiutare gli adulti di domani?

“Sicuramente non screditare, ne sminuire il loro dolore, soprattutto per gli adolescenti, mentre i bambini sono più inclini a farsi consolare. I ragazzi vogliono essere ascoltati e presi in considerazione, perché sono molto sensibili e hanno una loro capacità di pensiero e se la situazione diventa difficile rivolgersi ai professionisti per un aiuto”.

Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista completa.

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