Emergenza Covid in provincia di Imperia: intervista al dottor Cenderello, medico in prima linea contro il virus

Stando agli ultimi dati sulla pandemia Covid-19 in Liguria e soprattutto in provincia di Imperia, la situazione sembra essere stabile, se non in leggero miglioramento.

Nel bollettino pubblicato ieri da Regione Liguria vediamo che gli ospedalizzati in Regione sono scesi di 51 unità. Nove i pazienti in meno ricoverati nell’ospedale di Sanremo, centro Covid per il Ponente ligure. Anche la curva dei contagi sembra rallentare. Ieri a fronte di 6187 tamponi sono stati individuati 792 nuovi casi in Liguria.

Abbiamo contattato il direttore del reparto di Malattie Infettive di Sanremo, Giovanni Cenderello per chiedere, a chi opera in prima linea, se la situazione sta migliorando.

“È proprio così. I ricoveri quotidiani sono decisamente ridotti. Siamo passi da punte di 17 ricoveri al giorno durante la scorsa settimana a un massimo di 8 ricoveri negli ultimi 2-3 giorni,” conferma. “È diminuita la pressione sui nostri pronto soccorsi, sui reparti e stiamo riuscendo a lavorare meglio.”

“Purtroppo i decessi ci sono ancora. Ogni volta che muore un paziente è sempre una sconfitta e anche noi moriamo dentro. Riusciamo però a gestire un po’ meglio il virus,” aggiunge Cenderello.

Da tempo si dibatte su un eventuale cambiamento del virus. Le differenze rispetto la prima ondata sono comunque visibili; ma è il Covid che ora è meno aggressivo o è il sistema sanitario che sa come meglio gestirlo?

“Il virus è lo stesso di prima, siamo noi che siamo diventati un po’ più bravi. Oggi conosciamo il nemico. Cominciamo ad avere delle armi che magari non sono quelle perfette, ma che comunque ci possono aiutare a ridurre la mortalità e l’intubazione, se usate nei tempi e nei modi giusti.”

Nella complessità e drammaticità dell’emergenza, il quadro stilato dal dottor Cenderello ha alcuni aspetti positivi che fanno guardare con speranza al futuro e ai prossimi mesi, con le dovute cautele.

“Stiamo andando verso un miglioramento. Anche perché spero nei primi mesi del 2021 che arrivino gli anticorpi monoclonali e arriverà, finalmente, la possibilità di vaccinare le persone. Dipenderà, però, anche da quanto dureranno queste misure restrittive che, se hanno un impatto negativo sull’economia, hanno però un impatto notevolmente positivo sull’andamento della pandemia,” spiega il direttore del reparto Malattie Infettive di Sanremo.

Sui ‘negazionisti’, i contrari alle restrizioni e alle misure anti-Covid e i ‘no-vax’ dichiara: “Ho letto oggi un accenno di uno studio sociologico per cui 4 italiani su 10 sembrerebbero non intenzionati a vaccinarsi. Il Covid non è un’invenzione, è una realtà. A marzo i decessi in provincia di Imperia sono stati il doppio rispetto l’anno precedente. La gente muore di Covid. Dobbiamo prevenire seguendo le regole, evitando gli assembramenti. Dobbiamo rimanere nell’ottica che sarà un Natale diverso, più distaccato dalla famiglia. Forse non avremo il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno, sarà un periodo di sacrifici, ma dobbiamo farlo per conservare la salute delle persone a cui vogliamo bene.”

L’intervista completa è visibile a inizio articolo.