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Risalendo la val Nervia, un bivio dai cartelli un po’ sbiaditi ci invita a percorrere una tortuosa strada che risale il fianco del monte. Lasciamo in basso gli abitati di Pigna e Castelvittorio, mentre attorno a noi gli ulivi ben presto cedono spazio ad una vegetazione differente. Eccoci finalmente alla Sella di Gouta, a quota 1200 mt. Qui troviamo l’omonimo rifugio che accoglie tanti visitatori proprio alle porte di una rarità preziosa della nostra provincia: la grande foresta di Gouta e Testa d’Alpe.

Pochi passi e ci troviamo immersi in un vasto ambiente alpino ricco di abeti bianchi, faggi, aceri di monte e pini silvestri, una vera e propria foresta alpina tipica di ambienti montani freddi e continentali, ma che qui fa bella mostra di sé ad appena 15 km in linea d’aria dal mare. Un angolo di meraviglia racchiuso tra i monti come in uno scrigno che fa parte dell’estremità più meridionale dell’area protetta del Parco delle Alpi Liguri.

Al centro di questo ambiente scorre placido il torrente Barbaira, solcando il ricco sottobosco per apparire nei pianeggianti prati di Margheria dei Boschi, sede prediletta di gite fuoriporta. La Santa edicola della Vergine Maria si riflette negli abeti mentre tutt’attorno tracce di casolari militari ricordano come a poco meno di un chilometro sopra il confine tra Italia e Francia spartisca questo polmone verde.

Da qui tanti sentieri di pregio conducono in questo habitat meraviglioso, uno scrigno alpino a pochi passi dal mare e dalla vetta del Toraggio. Una gita nel verde che nei prossimi giorni, con l’arrivo dell’autunno, non potrà che migliorare regalando un’esplosione di colori nella fresca brezza dei monti.

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