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Una serie di nuove e complicate norme da applicare nei contratti con i clienti ha convinto la categoria degli assicuratori a decretare uno sciopero nazionale che è in corso nella giornata odierna.

Chiediamo quali sono i motivi di questa decisione all’assicuratore Francesco Morabito portavoce provinciale dello Sna – Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione.

“Noi e la nostra categoria siamo considerati ‘servizio essenziale’ e quindi dal mese di marzo 2020 non abbiamo mai interrotto la nostra attività mantenendo aperti gli uffici, sempre a disposizione dei nostri clienti. Quando dico noi intendo anche tutto il personale che impieghiamo nelle nostre agenzie, e stiamo parlando di quasi 250mila addetti in Italia”.

“In un momento così difficile e complicato – dice – l’Ivass che è l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ci ha imposto dal 1 aprile 2021 due provvedimenti che hanno provveduto a burocratizzare in modo insostenibile la nostra attività, creando un danno non solo alla nostra categoria ma anche verso i clienti”.

“Un provvedimento nato per recepire una normativa europea – spiega Morabito – ha subito causato un enorme produzione di cartacce e scartoffie che rende meno trasparente la nostra attività, impedisce chiarezza nel rapporto con il consumatore, e va nella direzione opposta rispetto a quanto annunciato dal nostro Governo che è la semplificazione e il taglio della burocrazia, appesantendo un settore che è già vessato da una serie di procedure senza senso”.

“Restare sempre aperti ci ha fatto pagare un conto salato – ricorda – abbiamo avuto molti contagi e qualche collega non ce l’ha fatta a guarire. Sappiamo quanto pesa il nostro ruolo e abbiamo sempre cercato di adeguarci alle norme ma oggi il vaso è colmo ed è per questo motivo che torniamo a scioperare dopo oltre quindici anni dall’ultima volta”.

“Abbiamo anche fatto ricorso al Tar contro l’applicazione di questi provvedimenti ma speriamo che le nostre istanze vengano recepite senza andare a giudizio, forti anche del sostegno di diverse associazioni di consumatori. Puntiamo ad un ripensamento che possa essere complessivo riguardo norme vessatorie ed inutili che ci impediscono di affiancare e sostenere gli assicurati come abbiamo fatto sino ad oggi”.

“Sappiamo che l’adesione allo sciopero è stata massiccia – termina Morabito – e vicina al 90%, ricordando che in provincia siamo qualche centinaio di agenzie. Voglio chiarire che una compagnia di assicurazione e gli agenti che la rappresentano non sono la stessa cosa. Gli agenti di assicurazione sono imprenditori con tanto di dipendenti ed altre spese da affrontare, e questa distinzione dei ruoli con le compagnie di assicurazioni spesso viene confusa dal consumatore. Di noi si parla solo quando siamo costretti ad applicare qualche aumento di tariffe per la Rc Auto dimenticando il ruolo fondamentale e sociale che svolgiamo senza sosta dall’inizio della crisi mondiale causa pandemia”.

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