Domenico Giordano e l'arte delle pipe: esperto tagliatore di radica da tutto il mondo arrivano a Badalucco per la sua maestria

Abile artigiano, Domenico Giordano, da oltre 50 anni a Badalucco, è un nome conosciuto in tutta la valle Argentina, ma soprattutto tra gli appassionati di pipe di tutta Italia e all’estero.

Esperto tagliatore, da oltre due generazioni prepara e vende ‘abbozzi’ (pezzi di legno) in radica di grande qualità, con i quali vengono prodotte alcune delle migliori pipe sul mercato internazionale. La sua passione nasce fin da bambino in Calabria.

“Ho cominciato a 12 anni nella fabbrica dove lavorava mio padre. Il lavoro mi ha appassionato fin da subito, nonostante lui mi dicesse di lasciar perdere perché è un lavoro duro… aveva ragione, ma dà tante soddisfazioni. Nei primi anni ’60 sono venuto in Liguria con mio zio e nel 1967 ho aperto la mia ditta personale,” racconta.

La radica arborea, il legno con il quale vengono fatte le pipe, si forma tra le radici dell’Erica. Solo circa un terzo degli arbusti sviluppano i cosiddetti ‘ciocchi’ di radica. L’estrazione è un lavoro duro che un tempo veniva fatto anche nelle nostre zone. Oggi Domenico importa la radica principalmente dalla Francia e dalla Sardegna selezionandola personalmente.

“È un legno poroso ideale per le pipe. Permette di sentire meglio l’aroma in bocca del tabacco,” spiega.

La lavorazione è lunga e complessa. Prima di essere lavorata la radica va tenuta umida per evitare che si spacchi. I ciocchi vengono poi tagliati con la sega circolare privandoli dell’anima, la parte centrale inutilizzabile, per poi passare al taglio dei cosiddetti abbozzi, differenti a seconda delle dimensioni e delle venature.

Questi vanno poi bolliti per 13-14 ore, un’operazione che scioglie succhi, resine e tannino, impedendo così che il legno abbia un sapore amaro. Infine avviene l’essiccazione che dura almeno un anno.

“Il lavoro è cambiato molto. Prima si faceva principalmente in serie. Quando lavoravo in Calabria spedivamo una nave al mese, eravamo in 30 a lavorare in fabbrica. Ma era un periodo di forte consumismo dopo la guerra. Negli Stati Uniti il 30 per cento della popolazione fumava la pipa e molti dopo averla fumata la buttavano per comprarne un’altra. Poi è diventato un lavoro di élite.”

“Si è scoperta la vena e l’estetica della pipa. Più la vena è perfetta e più costa la pipa. Questo lavoro è diventato una firma,” aggiunge.

Ogni anno a Badalucco arrivano artigiani, e rappresentati di ditte specializzate, da tutto il mondo: Cina, Corea, Danimarca, Svezia, Belgio, ecc. Nel laboratorio di Domenico scelgono i pezzi a seconda delle venature, in gergo ‘fiammate’: disegni unici nel legno che donano caratteristiche estetiche magnifiche alle pipe finite. Ogni pipa è differente, un vero gioiello per cui gli appassionati sono disposti a pagare molto.

“Ho uno degli artigiani con cui lavoro che ha venduto una pipa a 30 mila euro. C’è gente che le compra, non le fuma, e le espone come quadri. Quando vengono qua stanno delle intere giornate a scegliere i pezzi, osservano tutte le venature, i punti. Studiano con in testa già l’idea della pipa che vogliono realizzare.”

Oltre a tagliare e vendere radica anche Domenico crea le sue pipe, di grande qualità e bellezza.

“Faccio anch’io delle belle pipe nel tempo libero, ma non ho mai avuto l’opportunità di approfondire il lavoro. Tagliare la radica mi occupava 10-12 ore tutti i giorni, anche la domenica per accontentare i clienti. È per questa mia serietà che sono andato avanti più di 65 anni in questo mestiere,” conclude.