Il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla discarica di inerti sul territorio comunale di Terzorio, confermando la sentenza del Tar del 2015 contraria alla realizzazione del progetto. Tra le motivazioni: la presenza a meno di 60 metri dell’autostrada, il rischio idrogeologico e i problemi viabilistici. A seguire la pratica gli avvocati Franco Rusca e Carlo Ponte.

“Grande soddisfazione per il brillante risultato ottenuto grazie anche ai legali a cui ci siamo rivolti”, afferma il sindaco di Santo Stefano al Mare Elio Di Placido. “Questa interpretazione del Consiglio di Stato va a tutela degli abitanti e dell’abitato di Santo Stefano al Mare”.

LA CRONISTORIA – Il progetto venne presentato nel 2007 dalla Siter Srl e da allora è stato fortemente contrastato dal Comune di Santo Stefano al Mare. Il luogo individuato per la discarica si trova infatti in zona Valle Bevitore. Per essere raggiunto, i camion carichi di rifiuti avrebbero dovuto passare a decine in via Ponte Romano, quasi completamente sul territorio di Santo Stefano, con evidenti disagi per gli abitanti del posto. Da Terzorio, invece, la discarica non si vedrebbe nemmeno e il Comune incasserebbe cifre importanti dalle royalty.

Nel 2012 il Consiglio comunale di Santo Stefano si schierò contro il progetto. Nel 2014 la giunta provinciale approvò l’opera dichiarandola “di pubblica utilità”. Nel 2015 partì, quindi, il ricorso al Tar, che fu poi accolto. Ad agosto 2017 la Siter Srl chiese al Consiglio di Stato di esprimersi in merito. Oggi la sentenza.