Il museo civico del Lucus Bormani di Diano Marina Ăš stato protagonista ieri a Ravenna in occasione dellâottava edizione del convegno internazionale âLate Roman Coarse Wareâ, uno dei piĂč importanti appuntamenti scientifici dedicati allo studio delle ceramiche e delle anfore tra tarda antichitĂ e alto medioevo.
A rappresentare il museo dianese sono stati la direttrice Daniela Gandolfi e il ricercatore Federico Lambiti, intervenuti con una relazione dedicata ai piĂč recenti studi sui materiali tardoantichi provenienti dagli scavi della chiesetta dei Santi Nazario e Celso. Un contributo significativo che ha offerto un primo inquadramento dei contesti archeologici e dei reperti ceramici, frutto sia delle ricerche storiche condotte da Nino Lamboglia sia delle indagini piĂč recenti promosse dallâIstituto Internazionale di Studi Liguri in collaborazione con la Soprintendenza.
Lo studio presentato ha permesso di approfondire la conoscenza di uno dei primi edifici cristiani del Golfo Dianese, confermando il valore storico e culturale del territorio e il ruolo attivo del museo nella ricerca scientifica a livello internazionale.
“La partecipazione del nostro Museo Civico a un contesto internazionale rappresenta motivo di grande orgoglio per tutta la comunitĂ ”, ha dichiarato il sindaco Cristiano Za Garibaldi. “Ă la dimostrazione concreta di come Diano Marina possa contribuire in modo autorevole alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio storico”.
Lâassessore alla Cultura, Sabrina Messico, ha inoltre sottolineato lâimportanza della presenza dianese fuori dal territorio: “Eventi come questo rafforzano la visibilitĂ del nostro museo e del nostro patrimonio archeologico. Il lavoro svolto dagli studiosi non solo arricchisce la conoscenza scientifica, ma crea nuove opportunitĂ di promozione culturale per la cittĂ ”.
La trasferta a Ravenna si inserisce in un percorso piĂč ampio di valorizzazione e divulgazione che vede il Museo Civico del Lucus Bormani sempre piĂč attivo nel dialogo con istituzioni e centri di ricerca internazionali, confermandosi un punto di riferimento per lo studio dellâarcheologia ligure.








