Danni alluvionali, Piana: "La burocrazia rende difficile intervenire per la prevenzione. Ci vuole più coraggio"

È stato ospite nei nostri studio Alessandro Piana, presidente del Consiglio regionale, rieletto alle ultime elezioni regionali. Al centro la drammatica perturbazione che ha colpito il Ponente ligure nella notte tra venerdì e sabato scorso.

Finita l’estate l’autunno ci presenta il conto. È toccato questa volta soprattutto alla Valle Arroscia, alla Valle Argentina e alla città di Ventimiglia. Sabato mattina mi sono recato in Alta Valle Arroscia, nel pomeriggio con Toti abbiamo fatto un sopralluogo in Valle Argentina e a Ventimiglia. Ci siamo subito resi conto della gravità della situazione,” racconta.

“Trovare una realtà con 20-30 cm di fango ovunque, le cantine allagate e centinaia di giovani e volontari darsi da fare fin dalle prime ore dell’alba è stato toccante.”

Rimane il rammarico perché è sempre difficile intervenire nell’ordinario cercando di arginare e fare tutte quelle opere di permette all’acqua di defluire normalmente, ma ci si scontra con una burocrazia infinita e con fondi che prevedono la compartecipazione dei comuni. Potete immaginare quanto per i comuni piccoli dell’entroterra sia difficile cofinanziare opere di questo tipo,” aggiunge.

“Sono tantissimi anni che non si interviene dragando le foci dei nostri fiumi, ad esempio. Questo perché c’è una burocrazia che non permette di fare determinate opere.”

Un ragionamento questo evidenziato dai tanti amministratori locali che in questi giorni sono intervenuti sull’argomento. Quando c’è l’emergenza i soldi arrivano e si lavora in fretta, quando si tratta di prevenire qualcosa si intoppa.

“In emergenza si va in deroga a tutta una serie di situazioni compreso il codice degli appalti che mette in grandi difficoltà tutte le amministrazioni, questo bisogna dirlo,” spiega Piana.

Manca anche però una programmazione durante tutto l’anno. In montagna abbiamo uno spopolamento, mancano quindi i presidi del passato. Sulla costa non si fanno le operazioni sui letti dei fiumi se non tagliare quattro canne. Ma anche in quel caso ci sono i problemi ad esempio con gli ambientalisti e gli animalisti perché ci sono le oasi delle papere. Bisognerebbe avere un po’ più di coraggio,” commenta Piana.

“Saranno queste le priorità del nuovo consiglio regionale e della nuova giunta. Occorrono molti più fondi per intervenire in maniera straordinaria piuttosto che in maniera ordinaria. Anche soltanto la pulizia delle strade provinciali. È necessaria una riprogrammazione per la regimazione delle acque, il rifacimento delle cunette, e interventi di questi tipo,” conclude nell’intervista visibile integralmente a inizio articolo.