primo piano - didattica a distanza 75% liceo cassini

A seguito del nuovo dpcm e della recente ordinanza regionale, a partire da oggi i licei e gli istituti superiori liguri devono rispettare la percentuale del 75% per la didattica a distanza (DAD). Abbiamo visitato il liceo Cassini di Sanremo per capire come cambia la scuola in questa nuova fase della pandemia.

“L’esperienza della primavera scorsa ci ha reso pronti a qualunque variazione,” spiega la professoressa Stefania Sandra, vicepreside del Liceo. “Si era partiti con il 50%, la presenza in classe è stata poi ridotta oggi al 25% nel rispetto dell’ordinanza.” Per garantire questa percentuale le classi prime proseguiranno in presenza, mentre tutte le altre classi seguiranno le lezioni da casa.

“L’essere stati pronti è un aspetto, le speranze sono altre però. Avremmo voluto mantenere almeno il 50% di studenti in presenza. Questo per garantire le prime come sta accadendo, ma magari anche le quinte che sono in affanno e sono molto preoccupate. Anche perché non abbiamo certezza che tutto finisca presto. L’ordinanza arriva fino al 24 novembre, ma non possiamo saperlo,” aggiunge Sandra.

Come stanno vivendo gli studenti questa situazione da un punto di vista umano?

“Vado contro gli stereotipi: gli studenti vogliono venire a scuola. Ieri abbiamo vissuto una mattinata di tristezza sapendo che non ci saremmo più incontrati almeno per un mese. La scuola non è vissuta come una tortura o un obbligo, ma è una parte sostanziale per la loro serenità, per la loro socializzazione.”

Permangono, inoltre, alcune difficoltà che rendono complesso l’insegnamento a distanza. “Richiede ovviamente una strumentazione adeguata. Come scuola forniamo a chi ne ha bisogno la possibilità di attrezzarsi, ma poi c’è anche la problematica della connessione internet. Non tutto il nostro territorio è ben coperto. Ci tengo a dire che la nostra scuola, così come le altre, ha sempre rispettato i protocolli anti-contagio ed è un luogo più sicuro di molti altri. La didattica a distanza deve essere considerata il rimedio ultimo per contribuire al contenimento del virus,” conclude la vicepreside.