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“La quiete dopo la tempesta”. Se ad una delle poesie italiane più note dell’800 si cambia, chiedendo venia a Giacomo Leopardi, “dopo” con “prima”, “La quiete PRIMA della tempesta“, si ottiene la fotografia del caos, dell’incredibile confusione in cui si trova, da un mese esatto Casa Serena, la Rsa per anziani di Sanremo ed i suoi 95 ospiti. Sono passati 30 giorni, ma l’incubo, l’ansia che affliggono i famigliari dei ricoverati, decine di dipendenti rimasti senza busta paga e con la spada di Damocle del licenziamento, il muro contro muro tra sindacati e la società privata My Home, nuova proprietaria della struttura, aumentano infatti di giorno in giorno.

Agghiacciante è poi il lungo silenzio del Comune di Sanremo, da mezzo secolo proprietario di Casa Serena, del sindaco Alberto Biancheri, che ha firmato il contratto di cessione alla privata My Home, della Giunta e dell’intera maggioranza di centro sinistra che ha avvallato l’operazione. I partiti d’opposizione (centro destra) che fanno? Per dirla come si sente ripetere da un numero sempre crescente di matuziani “sbraitano, ma non mordono”.

È vero, hanno chiesto che nel consiglio comunale che si terrà mercoledì e giovedì della prossima settimana si discuta proprio del problema, ma se non chiederanno ed otterranno anche di votare una soluzione, mettere nero su bianco i nomi dei consiglieri comunali che vogliono continuare con My Home, concedendo l’ennesima proroga in attesa che tutto sia finalmente e miracolosamente a posto o chi invece vuole revocare subito il contratto, stracciarlo, rimandare la Cooperativa in Piemonte da dove è venuta ed ha la sede sociale, sarà “aria fritta”. Si continuerà a “pestare acqua nel mortaio”. Insomma è ora, anzi è già tardi, viste le denunce, le ispezioni, i verbali di Cgil, Uil, Cisl, dell’AsI1, dei carabinieri, due persone inquisite, un decesso, un’autopsia, manifestazioni di protesta per difendere posti di lavoro ed altro su cui indagano magistratura, forze dell’ordine devono convincere tutti che è ora che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Il solo ripeterlo è da imbecilli oltre che da incoscienti visto che in ballo c’è la serenità, il rispetto, la migliore assistenza sanitaria possibile dovuti ai nostri anziani, ospiti di Casa Serena attuali e futuri, ai loro famigliari, a chi vi lavora, medici, infermieri, dipendenti a vario titolo.

Oggi siamo tornati a Casa Serena. Il direttore e manager di My Home e della Cooperativa, Rosario Maniscalco, come usano fare i siciliani, alle nostre domande ha dato risposte secche, ma chiare. Ho registrato tutto con il telefonino, visto che con la tecnologia bisticcio continuamente, chiedo scusa per le immagini e l’audio.

“Noi – ha detto in sintesi Maniscalco – da Casa Serena non ce ne andiamo. Con il sindaco Biancheri da 10 giorni, da quando c’è stata la riunione in Prefettura anche con i sindacati, non c’è stato più nessun incontro, nessun contatto. Stiamo scrivendo proprio adesso una lettera dove chiediamo un incontro urgente con il Comune”.

Visto gli umori e troppi punti ancora oscuri, c’è da temere che la tempesta sia ormai prossima.

Nell’ultima ora siamo venuti in possesso della lettera aperta, riportata qui di seguito, indirizzata al sindaco Alberto Biancheri.

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