mara lorenzi

La professoressa Mara Lorenzi e consigliere comunale a Bordighera interviene con una nota stampa sui contagi da Covid-19.

“Tutti vogliamo pensare di essere arrivati all’ultimo miglio nel tunnel della pandemia. L’efficacia dei vaccini è una promessa realistica che si uscirà dal tunnel, ma quest’ultimo miglio sarà piuttosto lungo per almeno 3 motivi: (I) i ritardi nella disponibilità e somministrazione dei vaccini; (II) l’incompleta se non scarsa adesione dei cittadini al piano vaccinale, purtroppo anche negli ambienti sanitari, che ritarderà il raggiungimento di quel 65-70% di “immunità di gregge” che farebbe cessare o quasi la circolazione del virus; (III) intanto l’emergere di varianti del virus che contagiano più facilmente e riducono l’efficacia dei vaccini in produzione.

In tale contesto, e a fronte dei dati preoccupanti dell’epidemia nella nostra zona nell’ultimo mese, l’unico modo per ridurre malattia, sofferenze, e stress sanitario e sociale è rinnovare l’impegno a prevenire il contagio. Come? Lasciamolo dire alla ricerca scientifica. È degno di nota che proprio in questi giorni, quindi dopo ormai un anno di raccomandazioni alla popolazione, il Center for Disease Control degli USA abbia sentito la necessità di riproporre attenzione se non allarme sui luoghi, comportamenti, ed eventi che favoriscono il contagio (vedi Tenforde MW et al, JAMA online 22 Febbraio 2021).

Circa il 50% del contagio proviene da persone senza sintomi o nella fase pre-sintomatica del COVID. Il rischio è particolarmente elevato in spazi chiusi e poco ventilati quando si è a meno di 2 metri da altre persone per più di 15 minuti durante un periodo di 24 ore senza barriera fisica perché non si usano o si rimuovono le mascherine. In ambiente chiuso e in assenza di mascherine diventano pericolosi i “superdiffusori”, persone contagiate ma senza sintomi che trasmettono il virus intorno a sé a largo raggio. Non è chiaro che cosa renda una persona un superdiffusore — forse il parlare a voce più alta, o solo l’esalare più profondamente emettendo perciò più aerosol, e così più virus. Ma si calcola che quel 10-20% di persone che sono superdiffusori siano responsabili dell’80% dei contagi COVID.     

Tali meccanismi di contagio si riflettono nei livelli di rischio misurati per diversi luoghi ed eventi in studi caso-controllo. La frequentazione di ristoranti e bar conferiva la più alta percentuale di rischio. Il rischio era più basso per palestre e riunioni religiose, ed era basso o inesistente per l’ufficio, i saloni di bellezza, i trasporti pubblici, e le compere nei negozi. Per i bambini il rischio più alto derivava dall’essere esposti ad una persona positiva per COVID e dall’aver partecipato a riunioni o eventi sociali con persone estranee all’ambiente familiare. La scuola in presenza non aumentava il rischio di contagio. 

Per percorrere questo ultimo miglio nel modo socialmente meno dispendioso bisognerebbe rinnovare l’impegno a ridurre il contagio. Individui e famiglie potrebbero agire sui comportamenti modificabili che lo aumentano. Le autorità potrebbero intervenire con chiusure più coraggiose e sistematiche delle attività dove il contagio si espande, prevedendo a priori sostegni appropriati per il mantenimento e successivo rilancio di tali attività. E poiché questa è zona ad alto rischio per indice di vecchiaia e vicinanza al confine, la campagna vaccinale potrebbe essere accelerata”. 

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