Covid e incertezza sul futuro, crescono ansia e disagio tra bambini e adolescenti

Con la seconda ondata e le nuove restrizioni siamo ripiombati in una situazione di incertezza nei confronti del futuro che spaventa e preoccupa. Se per noi adulti è una situazione emotivamente difficile, per i bambini e gli adolescenti rischia di diventare una situazione pesante sotto l’aspetto psicologico che potrebbe lasciare segni durante la fase della crescita.

Ne parliamo con il dott. Roberto Ravera, direttore della struttura complessa di Psicologia dell’asl 1 imperiese.

“Questa seconda fase della pandemia credo abbiamo lasciato uno sconcerto forse ancora maggiore rispetto alla prima ondata,” anticipa Ravera. “Gli effetti, purtroppo, si vedono in particolare sui bambini e gli adolescenti che stanno pagando il prezzo maggiore.”

“Secondo un recente studio della sanità inglese riguardante l’esperienza del covid, il 43% in più rispetto al passato dei ragazzi dai 13 ai 18 anni soffre di sintomi d’ansia. Una percentuale che sale al 50% per la fascia dai 19 ai 24 anni.”

“Noi abbiamo personalmente riscontrato ansia, ipocondria, una tendenza sempre maggiore all’isolamento. I ragazzi hanno visto precludersi gli spazi scolastici, le attività sportive, il tempo libero, i parchi. E tutto questo non è una situazione temporanea limitata a una settimana o un mese. Il clima di incertezza comincia ad avere delle ripercussioni importanti anche sulla loro visione del futuro ed è proprio questo aspetto il più preoccupante,” spiega Ravera.

Quali sono quindi i consigli da poter dare ai genitori per aiutare i propri bambini in questo difficile momento?

“Viviamo in un’epoca in cui i cellulari e la virtualità hanno già fatto pagare un prezzo elevato alle nuove generazioni in termini di socialità, interazione e di psicomotricità. Questa fase covid ha ancor più dilatato la necessità di avere accesso agli smartphone, ecc. Mai come in questo momento è necessario instaurare una relazione ‘narrativa’. I bambini e i ragazzi devono imparare a parlare e descrivere le loro emozioni. Il loro analfabetismo emotivo è un problema nella vita reale, immaginatevi in questa situazione.”

“Questa – prosegue Ravera – è una fase delicata per chi vive l’infanzia e l’adolescenza. Non possiamo abbandonarli ai tablet e alle TV. Non possiamo delegare questa importante area della formazione umana a dei pezzi di plastica.”

I segnali di un disagio provocato da questa situazione Covid-19 sono diffusi e probabilmente interessano una gran parte dei bambini e degli adolescenti. La didattica a distanza, l’interazione con i coetanei limitata, i dubbi sul futuro, lo stress a casa causato anche dalle nuove difficoltà economiche, sono ostacoli che influiscono negativamente su tutti.

Ma quando è necessario preoccuparsi e chiedere consiglio, o aiuto, ai professionisti?

Isolamento eccessivo, rabbia e aggressività, ansia che sfocia in rifiuto di fare alcune attività o in paura. Sono questi alcuni segnali ma ce ne sono tanti altri. Quando queste forme diventano non più quelle quotidiane, ma tendono a diventare ostruttive rispetto alla relazione, bisogna prestare molta attenzione. Un altro aspetto ampiamente sottovalutato è la perdita del sonno, spesa dovuta ad attività come i videogiochi. Dormire troppo poco rischia di provocare danni alla formazione del sistema neurocognitivo.”