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Il Covid da marzo in poi, ragionevolmente, dovrebbe regredire. A pensarlo e dare finalmente e una buona notizia in questo caos di dati ed incertezze a livello nazionale, è il direttore generale dell’Asl1 Imperiese, il dottor Silvio Falco.

I contagi aumentano di giorno in giorno, nelle ultime ore più di duemila, oltre 5mila i positivi in Riviera, ma il nuovo virus è meno pericoloso. I decessi continuano, ma in numero minore.

“Oggi – ha dichiarato il dottor Falco – stiamo vivendo la quarta ondata. L’ospedale Borea di Sanremo, trasformato essenzialmente in centro per ricoveri Coronavirus, come altri è sempre più affollato. La situazione è pesante, occorrerebbero più medici, infermieri, specialisti sanitari, tecnici. Ringrazio tutti i dipendenti, i collaboratori, i volontari, da quando è scoppiata la pandemia non si risparmiano, dal primo all’ultimo. Con grandi sacrifici governiamo meglio la situazione, aumentano i ricoverati over 50, i più gravi pazienti all’ospedale di Sanremo sono in maggioranza non vaccinati”.

È opinione comune che il nuovo boom di contagi sia legato alle feste natalizie e di fine anno, a feste, pranzi, cenoni affollati. A vacanze, anche brevi, a briglia sciolta. In queste settimane si pagherebbero gli errori fatti. E il 72° Festival di Sanremo che è alle porte? Inizierà il 1 febbraio, l’Asl1 è pronta, che fa? “Ci stiamo confrontando con tutte le altre forze in campo, Rai, Prefettura, Questura, carabinieri, vigili, varie realtà – ha detto il dott. Falco – per garantire la maggior sicurezza sanitaria possibile. All’interno del Teatro Ariston tutto sarà sotto controllo come lo scorso anno per il 71° Festival. Anche per l’esterno si farà tutto il possibile”.

E il problema tamponi? Tutti dicono “tamponatevi”, ma dove, quando, se tamponi non si trovano? “Purtroppo – ha sottolineato Falco – fare 3, 4 ore di coda per il tampone è scomodissimo, pesante. Però i tamponi aiutano, servono, sono un argine. Anche i giovani, gli studenti, devono capire che vaccini e tamponi sono le armi che abbiamo per vincere la pandemia. Piano piano penso che si spegnerà come è accaduto per altri virus, in primis la Spagnola nel secolo scorso”.

Mai come di questi tempi si capisce la necessità di avere una copertura sanitaria vera, efficiente, in grado di aiutare, curare, salvare tutti. Ricchi e poveri. Avere un ospedale nuovo, tecnologico, capace di accogliere tutti, subito, non fare attese di settimane, mesi. Con medici, professori, personale medico, paramedico, strutture e servizi di qualità. Non di trovarsi, come purtroppo è successo, nell’infernale e spietata situazione che qualcuno debba dover scegliere chi poter curare e chi no. In ultima, disperata, inumana analisi decidere chi potrebbe continuare a vivere e chi invece… perché anziano… perché più debole… o per altro ancora… no! L’Ospedale Nuovo che dovrebbe sorgere a Taggia, si fa o no? Silvio Falco non ha dubbi: si deve fare e si farà.

“Il Coronavirus – ha detto – ha rallentato, ma Asl1, Comune di Taggia, Regione, i 250 milioni di euro necessari ci sono, stiamo lavorando”. Avviso ai naviganti: a Falco, al sindaco Mario Conio, al neo presidente della Provincia Claudio Scajola, al presidente della Regione, Toti, al Prefetto, alla Confcommercio, a tutti chi di dovere, a chi non lo sapesse ancora, girano voci, e non solo, che nelle strettissime vicinanze dell’area interessata e necessaria alla costruzione del Nuovo Ospedale della provincia (forse servirà ancora qualche migliaio di metri in più) ci sarebbero mire, progetti già ben definiti per costruire nuovi supermercati. Alla faccia di chi, in un recentissimo passato, dopo che i buoi erano scappati, rilasciava interviste, si stracciava le vesti per non essere intervenuto prima, difeso interessi collettivi e diceva “mai più, mai più…”.

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