Biancheri - Intervista covid e dpcm

A seguito del nuovo dpcm, anche se è stata eliminata la parola sindaci dal testo definitivo, i primi cittadini insieme alle regioni e alle prefetture sono chiamati a compiti di responsabilità tra cui la possibile chiusura di vie o piazze per limitare gli assembramenti. Decisioni che però necessitano di una serie di strumenti e dati per andare a fare scelte puntuali e sensate. Per questo ieri il sindaco di Sanremo ha chiesto maggiore collaborazione all’Asl 1 Imperiese sotto questo punto di vista.

“Dall’inizio di questa pandemia mi sento sempre parte in causa in tutte quelle decisioni che possono essere prese,” commenta Biancheri. “Bisogna agire sempre con molta responsabilità cercando, tutti i sindaci, di tenere una linea comune. Il discorso della chiusura di pazze e vie è qualcosa di molto importante e delicato che bisogna fare con dati in mano. Non si può andare a sentimento.”

“Proprio per questa ragione – aggiunge – ho richiesto all’Asl dati più precisi riguardo i positivi sul nostro territorio e nella mia città.”

Risulta necessario per i sindaci conoscere non solo le città dove si presentano nuovi casi, ma anche le zone dove si presentano focolai, i contesti in cui si muovono i contagiati, l’età. “Tutto questo ci aiuterebbe a fare determinate ordinanze se necessario,” spiega Biancheri.

Avere un quadro chiaro e specifico della situazione permetterebbe, nel caso ci sia bisogno, interventi mirati per garantire la salute dei cittadini ma allo stesso tempo senza andare a colpire inutilmente attività e aspetti economici.

“Si punta il dito sempre nei confronti della movida, o alcune zone centrali della città; ma magari non si guarda cosa accade nelle periferie e nelle frazioni. Non possiamo permetterci di chiudere tutta la città, dobbiamo essere rigidi nei luoghi in cui serve, ma allo stesso tempo salvaguardare l’economia del nostro territorio.”

Ma qual è la situazione attuale nel comune di Sanremo, e nel caso fosse necessario si andrà verso chiusure locali? Oggi il governatore Giovanni Toti prenderà decisioni di questo tipo per alcune zone di Genova. Ieri ha annunciato che ragionamenti analoghi si faranno per altre città liguri.

“Si sta aggravando la situazione per quanto riguarda i numeri dei contagi. Ma voglio anche ricordare che nella nostra provincia non ci sono persone in terapia intensiva. Stanno aumentando gli ospedalizzati ma la situazione non è come potrebbe essere quella di Genova. Proprio per evitare questo e possibili chiusure è molto importante rispettare le regole: mascherina, distanza e lavarsi spesso le mani,” risponde Biancheri.

Anche se la situazione è sotto controllo, aumenta comunque la pressione sugli ospedali liguri. L’ospedale Borea di Sanremo ha visto negli scorsi mesi il ritorno di diversi reparti, ma è ragionevole pensare che, con l’andare avanti della pandemia, la struttura torni ad essere centro Covid, come prima dell’estate.

“Ci siamo spesi per far tornare i reparti a Sanremo. Siamo però ora in una fase due dove difficilmente questo piano proseguirà. Ma dobbiamo anche guardare al futuro. Mi auguro che il prima possibile passi questa fase per ritornare alla normalità. Ma dobbiamo già pensare alle risorse umane per far funzionare al meglio il nostro ospedale e di questo abbiamo parlato durante la riunione di ieri. Dobbiamo incentivare le persone a partecipare ai bandi (spesso deserti) e venire nel Ponente ligure, territorio meno appetibile forse di altri. Per questo ho chiesto di ragionare con gli altri sindaci per mettere a disposizione alloggi di proprietà dei comuni per i medici che verranno qui,” conclude Biancheri.