Primo Piano Poggi coronavirus test

“I passi in avanti rispetto ad alcuni mesi fa sono stati veramente enormi”. A dirlo è il dottor Giandomenico Poggi, direttore del Laboratorio Analisi di Asl 1 Imperiese.

Con lui abbiamo fatto un punto della situazione sanitaria in regione e nella nostra provincia, ma soprattutto ci siamo concentrati sull’evoluzione, rispetto all’inizio della pandemia covid-19, degli strumenti per testare la positività o meno di un individuo.

“A ieri sera, in tutta la regione, avevamo 22 pazienti ricoverati nelle rianimazioni covid, mentre in provincia sono attualmente 7 gli ospedalizzati, ma nessuno in rianimazione – spiega il dottore. Nonostante ciò abbiamo già a disposizione una trentina di posti letto attrezzati per la rianimazione covid. Abbiamo anche 430 persone che hanno avuto contatti con infetti e sono sotto osservazione domiciliare”.

Di quali tipi di test dispone attualmente il Laboratorio Analisi di Imperia e come funzionano?

“Siamo in grado di fare il tampone routinario, quello orofaringeo, per stabilire se c’è il virus attivo su un paziente. Questo test viene fatto durante la giornata con più corse. Per le urgenze invece abbiamo sempre un test rna, ma così detto fast che può dare una risposta in 45 minuti. Chiaramente – sottolinea Poggi – per ciò che concerne i test routinari ne possono essere fatti a centinaia, mentre i fast possono essere eseguiti uno per volta e quindi vanno riservati per i pazienti che devono avere un intervento chirurgico d’urgenza o emodinamica.

Abbiamo poi rinnovato facendo la ricerca dell’antigene che permette, sempre tramite tampone, di avere uno screening su un paziente che ha o meno una patologia da covid e che verrà, nel caso, successivamente confermato da un tampone rna.
Disponiamo inoltre – prosegue – della ricerca delle immunoglobuline. Fino a una ventina di giorni fa facevano una ricerca qualitativa, adesso siamo invece in grado di dare anche una risposta quantitativa nel senso che siamo in grado di osservare se le igm e le Igg sono crescenti o decrescenti e se si ha o meno una copertura dal virus.

A oggi riusciamo ad avere in Asl materiale sufficiente per eseguire tutto ciò che ci viene richiesto – precisa. Direi che in questo momento la catena che parte dall’ordine fino all’invio del materiale sta funzionando molto meglio rispetto a prima”.

Quanti test effettuate quotidianamente in questo periodo?

“Noi abbiamo alcune centinaia di test rna, duecento, trecento, in routine. Per il resto dipende dalle giornate. Domenica per esempio abbiamo avuto un centinaio di test antigene tra i due pronto soccorso e alcuni test fast, non più di una decina. Per quanto riguarda le immunoglobuline lavoriamo come detto molto di più su quelle quantitative”.

Importanti e ulteriori novità si attendono poi dagli Stati Uniti per il mese di ottobre: “A partire da ottobre – dice il dottor Poggi – gli Stati Uniti consentiranno alle loro industrie di vendere anche a livello europeo. Questo nuovo strumento sarà uno strumento da urgenza, nel senso che, in pochi minuti, con febbre, tosse, riusciremo a capire se si tratta di sintomi relativi a una banale influenza o al covid-19″.