carissimi coronavirus floricoltura
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Tra i settori messi in crisi da questa drammatica emergenza sanitaria dettata dal coronavirus anche le aziende floricole. La filiera, stando al decreto ministeriale, può andare avanti con il lavoro, ma le vendite sono ferme come spiegato da Stefano Carissimi, floricoltore, di Santo Stefano al Mare.

“I fiori sono sulle piante. I negozi e i mercati sono chiusi e quindi i fiori rimangono qui. Solo nella mia azienda per il mese di marzo si parla di circa un milione di fiori, ma è tutto il settore che è veramente in crisi. Il 50% della stagione è ormai compromesso, marzo ce lo siamo giocati e aprile diciamo che non si presenta bene”.

Una situazione preoccupante che sta interessando tantissime famiglie del Ponente Ligure. In un periodo, marzo e aprile, nel quale la produzione avrebbe dovuto appunto essere all’apice.

A più voci si sta chiedendo al governo un’attenzione particolare per il settore. Il decreto “Cura Italia” prevede già alcune iniziative. Ma saranno necessari interventi soprattutto per le piccole aziende.

Sull’argomento Carissimi aggiunge: “La parte principale sono le banche che si stanno muovendo per la sospensione dei mutui e per aiuti alla liquidità per il funzionamento delle aziende. Ora tocca alle istituzioni, devono fare qualcosa per tutto il settore perché noi le spese per il raccolto le abbiamo anticipate l’anno scorso, ma oggi la situazione è questa”.

L’intervista completa nel videoservizio di Riviera Time.