In prima linea contro il coronavirus. Da oltre un mese la Croce Rossa di Sanremo sta ‘lottando’ giorno e notte per offrire il miglior servizio sanitario e sociale possibile ai cittadini.

Per parlare del duro lavoro quotidiano, dell’emergenza sanitaria in corso, delle donazioni e anche del, troppo spesso trascurato, lato umano degli operatori abbiamo intervistato il presidente Ettore Guazzoni.

“La difficoltà è una difficoltà molto grossa. Le confermo che c’è un trend in calo rispetto ai primi giorni della pandemia, ma questo non vuol dire che si possa sottovalutare il problema perché, e parlo come Croce Rossa, gli interventi sono diminuiti sicuramente, ma non sono assolutamente annullati – esordisce Guazzoni. – In un mese i nostri interventi con l’ambulanza dedicata covid sono stati oltre 130. Un numero abbastanza considerevole”.

Un lavoro incommensurabile fatto dai dipendenti, ma anche da tantissimi volontari come spiegato dal presidente: “Colgo l’occasione per ringraziare tutti quei militi che quotidianamente si prestano, perché prestarsi in una situazione del genere significa esporsi a dei rischi che tutti ormai conosciamo. Fortunatamente abbiamo un supporto importante dal nostro comitato regionale che ci fornisce tutti i dpi di cui abbiamo bisogno. Io per scrupolo, come comitato, ho voluto sostenere spese importanti affinché i militi fossero dotati di protezioni aggiuntive rispetto a quanto ci viene fornito da Croce Rossa e 118″.

L’impegno della Croce Rossa di Sanremo non è però soltanto sanitario e assistenziale, ma anche sociale: “Siamo impegnati sul campo, non solo come mezzi e ambulanze, ma con tutto il mondo di Croce Rossa che ha varie sfaccettature tra queste quella sociale.  Abbiamo attivato vari servizi. Tra i primi, insieme con il comune, la famosa consegna a domicilio del farmaco e della spesa. Purtroppo ci siamo accorti che non basta e non basterà, quindi abbiamo deciso di andare oltre con: la raccolta dei generi alimentari. Purtroppo abbiamo già distribuito parecchi sacchi a plurime famiglie sul nostro territorio. Dico purtroppo perché in tutta onestà non pensavo che la nostra città potesse subire una cosa così triste.

Va detto poi che dal punto di vista solidale abbiamo avuto un riscontro pazzesco. Qualche settimana fa abbiamo chiesto un aiuto economico con una serie infinita di donazioni. Tra chi ha donato denaro e chi attrezzature: respiratori polmonari, monitor. Donazioni non dalla persona facoltosa, ma da tutte le categorie professionali e umane. Spero che finisca al più presto questo pandemonio per poter fare una grande festa che coinvolga tutte queste persone”.

Dal punto di vista umano come state vivendo questi momenti?

“Non sono per nulla facili. Sono momenti molto tristi a volte, molto impegnativi. L’aspetto che mi preoccupa maggiormente è quello psicologico per coloro che operano quotidianamente sul campo. Cominciamo a essere un po’ tutti stanchi e a essere sottoposti a uno stress emotivo molto forte“.

Qual è il suo messaggio per i cittadini?

“Io purtroppo devo uscire di casa tutti i giorni e quotidianamente vedo un numero impressionante di persone che transitano liberamente per la città. Dico a queste persone che non si rendono conto dei rischi che corrono e che serve rispettare le norme imposte. Oggi si potrà pensare di uscire da questa emergenza sanitaria solo ed esclusivamente non avendo contatti. Abbiamo constatato persone che escono di casa due o tre volte al giorno con la scusa della spesa, questo è sbagliatissimo. Purtroppo il periodo è ancora lungo, ma bisogna stare a casa”.