“I dati ci dicono che siamo in netto miglioramento, stanno diminuendo tutti i numeri”. È un messaggio di speranza quello lanciato dal direttore generale dell’Asl 1 Imperiese Marco Damonte Prioli in apertura dell’intervista rilasciata a Riviera Time.

“Eravamo tarati per arrivate a un massimo di trenta posti letto in terapia intensiva con un cuscinetto per aumentare di qualche letto in più – prosegue il direttore. Siamo però arrivati a un tetto massimo di ventisette dunque senza saturare mai la nostra disponibilità”.

Di queste ore il provvedimento che aumenterà la busta paga dei sanitari impegnati in questa ‘battaglia’ contro il covid-19, cosa ne pensa? “Direi che è assolutamente dovuto per il sacrificio e l’impegno profuso. Ci sono stati richiesti i dati dall’asssessorato alla Sanità regionale per quanto riguarda i numeri delle persone e delle giornate impegnate per l’emergenza covid, siamo stati lieti di fornirli”.

Situazione ulteriormente complicata è stata quella delle Rsa, come Asl in quale modo siete intervenuti?

“Abbiamo iniziato a collaborare con le case di riposo. La prima su cui siamo intervenuti, già una quindicina di giorni fa, è stata l’Orengo Demora di Borgomaro. Da lunedì poi ci sono state fornite da parte di Alisa linee guida per poter fare audit all’interno delle residenze in modo da aiutarle nei percorsi e nelle professionalità”.

Quali speranze e quali ‘mosse’ da qui al 4 maggio quando ci sarà una graduale riapertura?

Il contatto sociale è il pericolo più grosso a cui andiamo incontro. Le misure di contenimento fatte fino a oggi stanno funzionando e grazie a questo stanno migliorando i numeri. È chiaro che dovremo stare ben attenti a rispettare le misure che ci permetteranno di tornare a una vita normale quindi: mascherine, distanze, igiene delle mani”.

La divisione ospedaliera Sanremo – Imperia ha funzionato? “Assolutamente sì. L’ospedale di Sanremo è stato dedicato al covid, Imperia e Bordighera hanno assorbito le restanti attività. Chiaramente con l’esplosione violenta di questa pandemia c’è stato qualche focolaio anche negli ospedali di Imperia e Bordighera che siamo riusciti a contenere in maniera abbastanza efficace. Nel complesso direi che la divisione ha funzionato”.

Conclusione dedicata ai numeri del contagio della nostra provincia: “Il numero è derivante dalla violenza dei contagi iniziali. Verso il 20 di febbraio abbiamo avuto due importanti inizi di focolai sul distretto imperiese e in parte su quello di Sanremo. Purtroppo quelli hanno determinato un’incidenza superiore nello sviluppo.

I numeri devono essere sempre tarati, e ci riusciremo soltanto alla fine dell’epidemia – aggiunge. Mi riferisco a un dato emerso negli scorsi giorni da Istat con la provincia di Imperia che aveva un 127% di decessi in più rispetto al resto d’Italia. È un dato che ho approfondito e riguardava soltanto 6 comuni su 66 disponibili con una metodologia Istat. Questo ha falsato completamente il dato. Facendo i conti ben siamo in linea con la mortalità a livello regionale. A fine epidemia potremo stabilire i dati esatti sapendo bene su quale popolazione è stato fatto il tampone, su quale il sierologico, su quale il ricovero e così via”.

L’intervista completa al direttore generale di Asl 1 nel videoservizio di Riviera Time.