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Questa mattina presso la Sala del Consiglio Provinciale di Imperia si è svolta la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il ‘Controllo del vicinato’.

La sottoscrizione è avvenuta tra la Prefettura, il Commissario Straordinario al Comune di Bordighera ed i Sindaci del Ponente della provincia: Airole, Apricale, Camporosso, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima, Seborga, Soldano, Vallebona, Vallecrosia e Ventimiglia.

Proprio Dal Comune di Camporosso è partita la volontà di realizzare il progetto. “Ringrazio il Prefetto per aver ascoltato le nostre richieste. Adesso i cittadini sono tranquilli, ma penso sia necessario avere poi dei riscontri su come sta andando il ‘Controllo del vicinato’ nel corso del tempo”, ha commentato il sindaco di Camporosso, Davide Gibelli.

Le parole di Antonio Giaccari

“Il protocollo nasce a seguito dei numerosi furti registratisi nei mesi passati, in particolare nelle aree limitrofe di Camporosso e Bordighera, con l’obiettivo di stimolare una collaborazione attiva e responsabile della cittadinanza nella segnalazione di situazioni potenzialmente pericolose. Il messaggio che vogliamo dare è un messaggio di grande attenzione a questo comprensorio e a questo territorio. Lo scopo è organizzare gli sforzi pubblici e quelli privati a favore del bene sicurezza che deve essere trasversale per tutti. Come auspicio abbiamo quello di estenderlo anche ad altri comuni della provincia“, ha commentato ai nostri microfoni il Prefetto Antonio Giaccari

“Abbiamo pensato di stringere un’alleanza con i cittadini, le amministrazioni comunali, le forze di polizia e la prefettura. Io l’ho definita una sorta di quadrangolare: quattro soggetti che giocano insieme per assicurare sicurezza urbana e controllo dell’ordine pubblico. L’obiettivo è far sì che questa esperienza diventi una best practice, così da poter coinvolgere progressivamente anche altri comuni che, nell’ambito della loro autonomia, vorranno aderire al protocollo“, ha concluso.

Protocollo d’intesa

Il compito dei Comuni firmatari del protocollo è articolato in più fasi:

  • Incrementare l‘innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, promuovendo campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini: predisporre una dettagliata “mappatura” dei siti dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale che risultino comunque in stato di abbandono ed incuria, al fine di sviluppare mirate pianificazioni tese a garantire un’azione più incisiva, volta al miglioramento dell’arredo urbano e a rafforzare i moduli di coordinamento tra le Polizie Locali, i servizi sociali, le associazioni di assistenza;
  • Implementare gli impianti di Videosorveglianza nelle aree individuate, d’intesa con i rappresentanti dei locali presidi di sicurezza, attraverso mirati progetti che dovranno essere sottoposti al preventivò vaglio del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica;
  • Promuovere l’attuazione del Progetto, favorendo la costituzione di una rete, l’individuazione di uno o più coordinatori tra i cittadini delle aree interessate.

Controllo del Vicinato

L’attività di ‘Controllo di Vicinato’ non si sostituisce in alcun modo all’operato delle Forze dell’Ordine, ma costituisce uno strumento di supporto e di collaborazione civica, finalizzato a rafforzare la rete di prevenzione sul territorio.

Fondamentale per la buona riuscita degli scopi del protocollo sarà soprattutto il ruolo del Coordinatore‘, il quale in particolare sarà referente di zona, dovrà comunicare alle Forze di polizia solo le segnalazioni ritenute importanti sulla base dei criteri preventivamente concordati con le Forze di polizia, manterrà i contatti con le Forze di polizia al fine di ricevere e trasmettere le informazioni utili per la comunità e accoglierà i nuovi vicini informandoli ed integrandoli nell’attività di controllo.

Il protocollo disciplina in maniera puntuale le casistiche in cui il ‘Controllo di Vicinato può operare, tra cui:

  • segnalazione di veicoli o persone potenzialmente sospetti in aree scarsamente popolate o isolate;
  • segnalazione di situazioni riconducibili a spaccio di sostanze stupefacenti;
  • sospetti episodi di bullismo;
  • atti vandalici e persone in stato di alterazione o confusionale;
  • trasmissione di segnalazioni afferenti la pubblica incolumità, come ad esempio guasti o mancanza di illuminazione pubblica, già segnalabili anche attraverso il portale comunale dedicato 

Le segnalazioni raccolte dai referenti individuati dai comitati di quartiere saranno oggetto di una preventiva cernita da parte della Polizia Locale e successivamente trasmesse al commissariato della Polizia di Stato, secondo modalità operative definite dal protocollo che verranno illustrate nel dettaglio durante specifici momenti formativi.

I referenti designati riceveranno infatti una formazione mirata anche al fine di garantire corrette procedure di trasmissione delle informazioni e il pieno rispetto delle norme vigenti. Non sono in alcun modo consentite segnalazioni aventi carattere delatorio o diffamatorio: il sistema dovrà essere improntato a responsabilità, correttezza e rispetto dei diritti individuali, pena, se del caso, anche la responsabilità penale per procurato allarme.