Continua il lavoro della Polizia di Frontiera di Ventimiglia. Nel fine settimana infatti sono stati controllati 372 veicoli ed identificate 1200 persone in 55 posti di blocco. I controlli non hanno escluso le ferrovie dove sono stati controllati almeno un centinaio di treni. 

La strategia operativa disposta da Martino Santacroce, dirigente della Polizia di Frontiera, prevede una serie di misure aggiuntive ai già controlli presso gli ex valichi di frontiera, in modo da controllare l’uscita, ma sopratutto i veicoli e le persone in entrata, al confine di Stato. In particolare sotto la lente d’ingrandimento degli agenti l’identificazione di documenti falsi,grazie alla moderna a tecnologia che al giorno d’oggi riesce a trovare ogni piccola differenza rispetto all’originale.

Ma oltre all’identificazione dei documenti falsi il lavoro della polizia di frontiera è volto anche alla ricerca di latitanti che spesso cercano di oltrepassare la frontiera di Ventimiglia ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Proprio la scorsa notte venivano  controllati dagli Agenti, all’atto del loro ingresso in territorio nazionale a bordo di una BMW, due cittadini rumeni: UNGUREANU Cosmin e RUSU Cristian, entrambi di 29 anni.  Entrambi esibivano una carta di identità rumena autentica ed in corso di validità, situazione che gli avrebbe quindi permesso di proseguire il loro viaggio.

I due fermati sono stati portati negli Uffici del Commissariato e i poliziotti hanno scoperto  che sia su UNGUREANU, conducente dell’auto che sul  RUSU, passeggero,  pendevano due distinti MAE (mandati di arresto Europei) per fini estradizionali da parte delle Autorità austriache. 

Nell’auto i poliziotti hanno trovato  un coltello a serramanico di 30 cm, appartenente al RUSU il quale, veniva anche denunciato in stato di libertà del possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Al termine delle procedure di rito i due cittadini rumeni venivano pertanto tratti in arresto e condotti al carcere di Imperia in attesa delle successive procedure per l’estradizione.