Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota stampa del consigliere d’opposizione a Taggia, Federico Giuseppe (Progettiamo il Futuro).
“In questi giorni si sono intensificati i comunicati stampa sul grave problema dellâinterruzione del percorso della ciclabile a causa dellâabbattimento del ponte sul torrente Argentina. Interventi condivisibili nel merito.
Ă perĂČ importante ricondurre il problema a livello locale, perchĂ© câĂš il rischio che questi interventi facciano passare in secondo piano le responsabilitĂ amministrative della giunta e del sindaco Conio.
Sono passati mesi da quando il sindaco annunciava il proprio impegno a richiedere lâavvio dei lavori per il tracciato alternativo della ciclabile e la realizzazione di una nuova viabilitĂ lungo lâargine del torrente.
Disegni, progetti, interviste e comunicati stampa in cui lâamministrazione comunale prometteva e proponeva soluzioni.
Il vicesindaco Longobardi ha persino assicurato, in un recente consiglio comunale, che il percorso alternativo sarebbe stato realizzato entro febbraio.
La realtĂ Ăš che nulla di quanto promesso Ăš stato realizzato e, purtroppo, nulla Ăš attualmente in fase di esecuzione. Basta dare unâocchiata al cantiere.
Ai cittadini e agli utenti restano solo disagi, prese in giro e unâinfrastruttura interrotta, senza soluzioni.
Stiamo assistendo al solito copione: un rimpallo di competenze tra Comune e Regione, tra silenzi e inerzie, su chi sia il responsabile della sicurezza dei cittadini.
Non sarei sorpreso se, tra qualche settimana, venisse dichiarata lâinutilitĂ del collegamento ciclabile alternativo in vista della âimminente inaugurazione del nuovo ponteâ.
Nel frattempo si continua a confidare nella buona sorte per garantire la sicurezza di chi utilizza la pista ciclabile ed Ăš costretto ad attraversare i centri abitati e la via Aurelia tra Arma di Taggia e Riva Ligure.
Ci chiediamo se, tra i sacrifici richiesti dal sindaco alla comunitĂ , siano compresi anche i rischi di un possibile tragico incidente.
Nessuna economia di spesa, nessuna criticitĂ progettuale e neppure la perdita dei fondi del PNRR possono mai giustificare tanta irresponsabilitĂ ”.








