"Ci aspettano sei mesi difficili, ci sono alberghi che hanno già chiuso" dice Di Michele. Fuggi fuggi degli svizzeri...

A Sanremo la stagione estiva ha permesso di recuperare una parte di quanto è stato perso durante la lunga quarantena di primavera ma ci sono alberghi che stanno per chiudere e che riapriranno solo in occasione del Festival. Lo spostamento in avanti di un mese, da febbraio a marzo, del grande evento da sold-out vuole anche dire che i dipendenti stagionali di certe strutture guadagneranno uno stipendio in meno rispetto al passato.

“Tutto vero purtroppo – conferma Silvio Di Michele della Federalberghi Sanremo – e se dobbiamo fare un bilancio possiamo dire che la stagione estiva è andata benino: a luglio avremmo potuto fare di più ma per colpa dei lavori sull’autostrada non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi, ad agosto ci siamo fermati ad un 90% rispetto ai soliti incassi di quel mese, a settembre purtroppo registriamo un calo notevole”.

“Il motivo di questo flop nelle presenze turistiche in un mese importante ce l’ha data l’estero. I problemi di contagio sorti in Francia e le precauzioni forse eccessive del governo svizzero ci hanno dato una mazzata. Proprio con i turisti svizzeri stavamo lavorando benissimo, numeri in deciso aumento forse anche grazie alla campagna promozionale online verso i turisti di prossimità, così come con i tedeschi. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un fuggi fuggi generale e stamattina ho anche visto che alcuni alberghi in centro città che mai prima d’ora avevano chiuso a fine settembre avevano invece le saracinesche abbassate e questo non è per niente bello”.

“Abbiamo sei mesi difficili davanti – dice Di Michele – ma purtroppo non siamo noi che stiamo guidando la macchina, sono tutte le vicissitudini che conosciamo a fare il bello e il cattivo tempo. Speriamo che in Italia si riesca a mantenere la situazione sotto controllo così da avere almeno quella settimana a fine anno per prendere un’altra boccata d’ossigeno. In caso contrario si farà difficile e dura per tutti, con la prospettiva di dover aspettare marzo e il Festival per tornare ad incassare”.

“La situazione è preoccupante soprattutto per gli alberghi – conclude – perché vedo che le altre attività bene o male riescono a barcamenarsi. Noi invece stiamo attraversando un periodo mai vissuto prima, io faccio l’albergatore da 35 anni e mai avrei immaginato di dover affrontare una situazione del genere”.