“Con l’ufficialità della chiusura della Centrale Operativa del 118, la provincia di Imperia continua a essere la più penalizzata del territorio ligure in termini di sanità pubblica”, esordisce il segretario generale FP CGIL Imperia, Alessandro Petrini.
“Nel mezzo di una riforma sanitaria confusa e disorganizzata, invece di potenziare i servizi rivolti alle cure e all’assistenza dei cittadini del ponente ligure, perdiamo pezzi importanti e strategici come quello della Centrale Operativa 118, che ricordiamo essere il servizio che coordina tutte le operazioni di emergenza e urgenza sanitaria del nostro territorio”, commenta Petrini.
La FP CGIL ritiene questa operazione una “gravissima perdita di tempo (inteso come durata, periodo, istanti), perché questo è il reale significato e l’operatività su cui si basa questo servizio: il tempo. Il fattore tempo è vita”.
La FP CGIL denuncia con forza questa operazione: “In sanità, specialmente nel soccorso, il ‘risparmio’ si traduce drammaticamente in perdita di tempo. Le patologie tempo-dipendenti (infarti, ictus, traumi gravi) non possono permettersi gli ostacoli derivanti da un accentramento burocratico. La Centrale di Bussana non è un centralino, ma una Centrale Operativa. I professionisti che vi operano conoscono ogni vicolo, ogni frazione e ogni criticità del nostro complesso entroterra; sanno coordinare e indirizzare i mezzi di soccorso nei percorsi più rapidi nella gestione degli interventi. Un servizio strategico come la Centrale del 118 non può essere trattato freddamente come un costo da tagliare”.
La FP CGIL ritiene “ingiustificabile questa politica dei tagli, che va a gravare sulla sicurezza e sulla salute di ogni cittadino ligure. Oltretutto, la nuova Direzione Generale di ATS Liguria così facendo mette da parte la professionalità e la competenza di professionisti sanitari che dal mese di maggio non garantiranno più il loro elevato contributo qualitativo assistenziale”.
“Professionisti quindi trattati come numeri e cittadini sempre più esposti al rischio”, prosegue Petrini. È inaccettabile per la FP CGIL che un servizio salvavita venga trattato freddamente come un costo da tagliare. “La direzione generale di ATS Liguria sta calpestando anni di professionalità e dedizione. Questo personale altamente formato verrà ricollocato altrove, magari per ‘tappare i buchi’ in altri reparti o servizi sempre alle prese con la costante criticità della carenza di personale”.
La FP CGIL ricorda quanto espresso dal presidente della Regione e dall’assessore regionale alla Sanità alla fine del 2025: “Si parlava di un accorpamento graduale e, soprattutto, del potenziamento dell’entroterra con ambulanze infermieristiche per compensare le carenze infrastrutturali della nostra provincia. Oggi, di quel piano di potenziamento non vi è traccia: resta solo la chiusura della Centrale Operativa 118”.
La FP CGIL rivendica con estrema chiarezza: “Non permetteremo che a pagare il prezzo di queste scelte ragionieristiche siano, ancora una volta, i cittadini di questa provincia. Parliamo della popolazione probabilmente più fragile della Liguria: la più anziana, la più colpita dal disagio sociale e geografico e, a quanto pare, politicamente la più inerme”.








