La parrocchiale di San Tommaso, costruita sulla riva destra del torrente Prino, è avvolta su due lati dall’abitato e anche le strutture architettoniche minori della facciata sono nascoste negli intonaci dei caseggiati contigui.

Le prime notizie certe sulla chiesa risalgono al 1103. La chiesa viene poi ricostruita nel 1320. L’attuale sontuoso edificio barocco è il risultato della completa trasformazione dovuta agli interventi del 1738, che alcuni studiosi attribuiscono all’architetto Giacomo Filippo Marvaldi. La scenografica facciata settecentesca, caratterizzata da un baldacchino barocco in tenui colori giallo e verde, sorretto da quattro colonne in pietra nera che incorniciano il portale datato 1492, si apre sulla piazzetta in ciottoli bianchi e neri del sagrato.

Il campanile, uno dei più alti della regione, mostra due fasi costruttive diverse: la parte superiore risale al 1784, mentre la parte inferiore è tardo medievale. La chiesa presenta all’interno una pianta a croce greca con quattro bracci uguali iscritti in un quadrato, una profonda abside centrale e un ampio e profondo presbiterio a strapiombo sul torrente. Nella parte anteriore la luminosità delle decorazioni pittoriche originali in delicati stucchi rosa e verdi esalta la vastità dell’ambiente; più pesante risulta la parte superiore restaurata nel 1860, caratterizzata da stucchi dorati, capitelli e lesene messe in risalto dallo sfondo blu mare della decorazione.

La parrocchiale conserva al suo interno pregevoli opere d’arte di scuola genovese tra cui le tele dell’abside di soggetto mariano attribuibili ai fratelli Carrega.