Giacomo Chiappori commento regionali

24 ore dopo, trascorsa la notte che porta consiglio, Giacomo Chiappori, uno dei dieci candidati alla Presidenza del Consiglio regionale Ligure, commenta nello studio di Riviera Time l’esito del voto regionale ligure.

“Voglio subito chiarire che rilascio queste dichiarazioni solo a Riviera Time – dice il sindaco di Diano Marina – dato che sono rimasto al buio per tutta la campagna elettorale, volutamente o no, e con errori pacchiani di altre testate nello scrivere il mio nome di battesimo come accaduto anche oggi che mi hanno fatto diventare Giovanni invece di Giacomo”.

“Non è stato necessario dover riflettere, mi sono limitato a guardare i dati. Io avevo due alternative: quella di essere eletto e quindi continuare a lavorare per tutti, o non essere eletto e quindi lavorare solo per la mia famiglia che è composta da mia moglie, i miei figli, mio nipote e mia nuora. Con i cittadini di Diano ho un preciso impegno che rispetterò sino a fine mandato ma è fuori di dubbio che la mia carriera politica finisce tra sette mesi quando Diano Marina eleggerà il nuovo sindaco”.

“In questi mesi – ironizza Chiappori – ho girato da Ventimiglia a Spezia e ho sentito solo dei gran mugugni: questo non va, le autostrade, il Covid, le ferrovie, una lunga sequenza di problemi che fortunatamente però la gente sembra interpretare favorevolmente come il ponte Morandi crollato che è diventato un fiore all’occhiello e gli elettori straordinariamente digeriscono questi messaggi e li premiano con il 20/22% per la lista Toti”.

“Mi sarebbe piaciuto entrare in Consiglio Regionale per accendere un faro. Toti sarà felice che io non ci sarò perché certe cose con me non avrebbe potuto farle ma il risultato elettorale va rispettato. Penso che non serva più fare i paladini del popolo, nessuno sembra aver avuto bisogno di accender questo faro e così da domani a chi mi chiederà qualcosa risponderò semplicemente ‘chiedetelo a Toti’. Come tutti sanno mi sono tanto battuto per il problema acqua ma a questo punto forse Toti si è battuto più di me. Da adesso in poi andate a chiedere a lui, e lo dico senza cattiveria ma solo per sollevarmi da questo peso per chiudere in bellezza la mia carriera politica”.

“Mi tengo stretti i 3.600 voti che ha preso la lista Grande Liguria – sottolinea Giacomo Chiappori – io che ho fatto tutto da solo con questa faccia. Dall’altra parte vedevate la faccia di Toti allungata con quella di Salvini, della Meloni eccetera, io ne avevo una sola”.

Referendum? Ridurre lo stipendio dei parlamentari era decisamente più semplice. Così, se andrà bene, l’esito del voto sarà applicato forse nel 2023 e scommetto che fra tre anni non si ricorderanno neppure del referendum. Così va il mondo degli affari intriso di politica, con dei ‘pupi’ sotto gli occhi di tutti ma nessuno vede i ‘pupari’. Io mi limiterò a guardare ed ogni tanto dirò la mia ma da fuori, da casa mia”.

Deluso dalle scelte elettorali anche dei dianesi?

“No, io penso che uno nella vita debba essere un uomo prendendosi le sue responsabilità come ho fatto candidandomi a Diano Marina nel 2011 e cinque anni dopo e a questa città ho dato tanto forse ricevendo un po’ meno in cambio ma non sono conti che io sono abituato a fare”.

“Non sono riuscito a far cambiare idea a tantissimi che non sono andati a votare – spiega – ma tempi stretti, budget di spesa per campagna elettorale limitato e molto inferiore agli altri non siamo riusciti in tutto e per tutto. Ma un dato positivo c’è ed è quello dell’aumento degli autonomisti liguri che salgono da 400 a 3.600, con Chiappori che darà una mano da posizione defilata”.

“Mia moglie mi ha regalato un telefono. Quello che ho, mi ha detto di tenerlo acceso dalle 9 alle 13 sinchè sarò Sindaco, l’altro lo accenderò nel resto della giornata con un numero riservato che avranno solo i miei stretti famigliari”.