È partito ieri sera, in una gremita e suggestiva Piazza dei Corallini, il 63esimo Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo, che torna dopo il grande successo dell’edizione precedente e inaugura una nuova stagione di appuntamenti all’insegna della musica di qualità, degli incontri e della contaminazione tra linguaggi.
63esimo Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo
Ad aprire il cartellone 2026 è stato un concerto nel segno del grande jazz con due protagonisti di assoluto rilievo: Paolo Fresu alla tromba e al flicorno e Pierpaolo Vacca all’organetto e all’elettronica, per un evento realizzato in collaborazione con il festival ‘Borgate dal vivo’. A dare il benvenuto al pubblico è stata la padrona di casa, il sindaco Lina Cha, che ha aperto ufficialmente una nuova edizione della manifestazione, quest’anno guidata dal neodirettore artistico Michel Balatti.
Le parole di Lina Cha
“Sono felice di aprire questa sera la 63esima edizione di questo straordinario evento musicale. È una delle manifestazioni più longeve della Liguria e non cessa di stupirci per la capacità di rinnovarsi che la caratterizza e per essere sempre più il festival di tutte e di tutti: della comunità residente e del suo territorio, dei giovani in particolare, dei visitatori, dei turisti, degli appassionati di lunga data e di chi si avvicina per la prima volta alla grande musica. Novità significative di questa edizione che sicuramente non vi saranno sfuggite: il tema, evidenziato sul frontespizio delle locandine e delle brochure, è ‘L’arte del dialogo’.
L’altra novità è Michel Balatti, nuovo direttore artistico della 63esima edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo. Un ringraziamento particolare va inoltre a tutti gli sponsor, il cui prezioso sostegno rende possibile la realizzazione di questa manifestazione”, ha esordito ai nostri microfoni la sindaca Lina Cha.
Le parole di Michel Balatti
“Questa 63esima edizione presenta certamente elementi di continuità con il passato, ma anche importanti novità. Per la prima volta il Festival si sviluppa attorno a un tema portante: ‘L’arte del dialogo’. Il dialogo è una componente fondamentale della musica: bisogna sapersi ascoltare, concedere spazio agli altri e confrontarsi. Proprio dalla musica nasce questo dialogo, che ci permette di riflettere anche sui temi del presente.
Al tempo stesso, il dialogo è il filo conduttore di molti concerti e si presta a una lettura trasversale fra i generi: dal jazz alla musica classica, dall’elettronica ai reading teatrali, fino alla canzone d’autore. Il programma è dunque ricco e variegato. Dialogano artisti di generazioni diverse, compositori e interpreti, linguaggi musicali differenti. In quest’ottica si inserisce il concerto inaugurale con Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca, autentica incarnazione di questo concetto.
Paolo Fresu non ha bisogno di presentazioni: è uno dei più grandi jazzisti italiani e, ancor più, un visionario della musica, capace di inventare un modo tutto suo di vivere, attraversare i generi e suonare. Pierpaolo Vacca proviene invece da un linguaggio differente ed è un prezioso custode di una delle tradizioni più vive e vibranti della musica italiana, quella popolare sarda. Insieme propongono un concerto che fonde jazz, elettronica e musica popolare, perfettamente aderente all’idea di questa edizione”, ha concluso il neodirettore Michel Balatti.
‘L’arte del dialogo’
Il tema portante del Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo 2026 è ‘L’arte del dialogo’, un filo conduttore che ha trovato piena espressione proprio nel concerto inaugurale. Un concetto che Paolo Fresu ha fatto proprio, sottolineando l’importanza del confronto e dell’incontro attraverso la musica.
Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca
Un dialogo musicale unico, nato dall’incontro tra strumenti ad aria e sonorità mediterranee profonde, che affonda le radici nell’esperienza teatrale di ‘Tango Macondo‘, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Giorgio Gallione.
L’opera racconta la storia di Matoforu, un ‘venditore di metafore’ sardo, e del suo grande amore Anzelina Bisocciu, la sua cantatrice. La musica composta da Fresu e interpretata dal vivo insieme a Vacca si intreccia con parole e danza, in un viaggio sospeso “ai confini tra il delirio e la geografia”, dalla Sardegna fino a Macondo, il paese immaginario nato dall’universo poetico e visionario di Gabriel García Márquez.
A Cervo, Fresu e Vacca hanno proseguito questo percorso rinunciando alla dimensione narrativa dello spettacolo teatrale per concentrarsi esclusivamente sulle possibilità espressive dei suoni, dei timbri e dei colori musicali.
Un viaggio capace di unire tradizione e innovazione, grazie anche alla ricerca di Pierpaolo Vacca, musicista nato a Ovodda, in provincia di Nuoro, e cresciuto nella tradizione più autentica dell’organetto sardo. Una formazione profondamente legata alle radici isolane che si è poi aperta alla sperimentazione, come dimostra il suo disco d’esordio ‘Travessu’ (Tǔk, 2024), titolo che richiama il concetto di rovesciamento, reinterpretazione e trasformazione. Il progetto di Vacca parte da balli, riti e tradizioni della Sardegna per incontrare l’elettronica e creare un linguaggio nuovo, dove i suoni del passato dialogano con quelli del presente.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Cha, Balatti e le immagini dell’evento.







