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Si sarebbe dovuta svolgere l’anno scorso, sempre nella seconda metà di aprile, ma l’esplosione della pandemia costrinse al rinvio.

Un anno dopo, pur se ancora alle prese con l’emergenza Covid, il centenario della Conferenza di Pace che si tenne a Sanremo nel Castello Devachan dal 19 al 26 aprile 1920 è stata celebrata oggi alla presenza dell’Ambasciatore d’Israele in Italia, e del Sindaco di Sanremo.

Protetti da una folta schiera di forze dell’ordine, Dror Eydar e Alberto Biancheri affiancato dall’assessore Silvana Ormea e dalla consigliera Ester Moscato, hanno ricordato con un anno di ritardo quella serie di firme importantissime che ridisegnarono diversi confini dopo la Grande Guerra e diedero il via alla successiva creazione dello Stato di Israele che avvenne comunque solo nel 1948. La Palestina che comprendeva anche uno spazio per il popolo israeliano, venne posta sotto il controllo della Gran Bretagna e da allora aumentarono sempre più i flussi degli ebrei sparsi nel mondo in attesa di poter tornare nella loro ‘terra promessa’ e per questo motivo il vertice di Sanremo viene considerato una pietra miliare nella storia del popolo ebraico.

“Abbiamo posticipato l’evento di un anno – ha detto l’Ambasciatore – e nonostante il mondo sia ancora alle prese con il virus, abbiamo deciso di non rimandare ancora per rendere pubblici questi eventi storici. In questo castello i leader del mondo hanno deciso il destino del nostro popolo, dopo la distruzione di Gerusalemme nell’anno 70 Dopo Cristo, qui sono stati riconosciuti i nostri diritti sulla Terra Santa”.

“Ripensare a tutto ciò – dice Dror Eydar – mi fa emozionare. Dopo aver letto tanti documenti del tempo, oggi essere qui e immaginare che in queste stanze è stata scritta la nostra storia per me è un enorme privilegio rappresentare il mio Stato. Qui a Sanremo nasce l’embrione di Israele e della sua rinascita dopo 1850 anni di sofferenze”.

“Non è un caso che sia proprio l’Italia il luogo dove si sono realizzate le profezie bibliche che preannunciavano il ritorno del mio popolo nella sua terra, e noi saremo sempre riconoscenti e ricorderemo per sempre questo episodio”.

“Anche lo stato di Israele celebra questa ricorrenza – spiega – e i giornali ne danno ampio spazio. Presso il nostro Parlamento c’è una proposta di legge per celebrare ‘il giorno di Sanremo’ secondo il calendario ebraico, la città turistica di Netanya pochi giorni fa ha intitolato a Sanremo una delle sue piazze principali e presto potremmo celebrare un gemellaggio proprio tra Netanya e Sanremo”.

“Anche per me si tratta di un momento molto emozionante – dice Alberto Biancheri – pensare cosa è successo in questo luogo e la foto ricordo di un secolo fa proprio su queste scale è uno straordinario viaggio nella storia. Fu una settimana incredibile, i capi di stato delle nazioni vincitrici della Prima Guerra Mondiale, i loro seguiti, i mezzi di informazione, tutti riflettori del mondo illuminavano Sanremo”.

“Oltre all’Ambasciatore – prosegue Biancheri – vorrei ringraziare il sindaco di Netanya per aver intitolato quella piazza alla nostra città e in futuro con la prospettiva di un gemellaggio. Ma quello che conta oggi è la storia e ringrazio i miei collaboratori per aver reso possibile l’incontro odierno che avrei voluto aperto al pubblico ma non è stato possibile per la pandemia”.

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