comune bordighera

Il patrimonio arboreo della città è molto più vasto di quanto oggi risulti ufficialmente censito. A fotografare la situazione è la relazione della dottoressa forestale Elisa Faioli dell’Ufficio Parchi e Giardini del Comune, richiesta dall’amministrazione guidata dalla sindaca Marzia Baldassarre, dalla quale emerge che sul territorio sono stati censiti 962 alberi di alto fusto, ma si stima la presenza di almeno altre mille piante che non sono mai state oggetto né di censimento né di valutazione della stabilità.

“Un dato che evidenzia come il lavoro avviato negli anni passati sia rimasto incompleto. In sostanza, risulta censita soltanto circa la metà del patrimonio arboreo comunale. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: delle valutazioni di stabilità effettuate nel tempo, soltanto 191 risultano ancora oggi valide, mentre molte altre sono scadute e necessitano di essere aggiornate”, spiegano dal Comune. “La situazione riguarda anche alcune delle aree più rappresentative della città. Le valutazioni del filare monumentale di Araucarie del Lungomare Argentina non sono più in corso di validità, mentre la Pineta è stata censita solo parzialmente, limitatamente alla zona compresa tra corso Francesco Rossi e la via Aurelia. L’area di Cavetu e la parte superiore risultano invece ancora escluse dal censimento”.

Proprio da questa fotografia prende avvio il progetto “Bordighera Verde 2030”, la strategia ambientale che la nuova amministrazione comunale guidata dalla sindaca Marzia Baldassarre ha iniziato a sviluppare fin dai primi giorni del proprio insediamento.

“Prima far funzionare, poi sviluppare”, la strategia alla base del progetto. Un principio che mette al centro la conoscenza e la sicurezza del patrimonio esistente prima di programmare nuove opere o nuove piantumazioni.

“Bordighera non è una città con degli alberi: è una città dove il verde è identità, storia e qualità della vita”, si legge nel documento programmatico. Un patrimonio costituito da palme storiche, Araucarie monumentali, Pineta, Giardini Winter, Giardini Lowe e dal legame internazionale con Monet, che l’amministrazione intende valorizzare attraverso una pianificazione strutturata e di lungo periodo.

Si tratta di un progetto nato da un impegno assunto con i cittadini durante la campagna elettorale e già tradotto in azioni concrete. “Non si promette un parco nuovo: si garantisce che il verde che già abbiamo torni a essere curato, sicuro e vissuto”, spiega Baldassarre.

Tra le priorità figurano l’aggiornamento urgente delle valutazioni di stabilità nelle aree più frequentate, il completamento del censimento delle circa mille piante ancora non rilevate, l’estensione delle verifiche all’intera Pineta e la creazione di un moderno catasto digitale del verde, capace di monitorare nel tempo lo stato di ogni esemplare.

Particolare attenzione sarà riservata alle Araucarie del Lungomare Argentina, considerate dal piano strategico una “priorità assoluta”, sia per il loro valore monumentale sia perché si trovano in una delle aree più frequentate della città.

Il progetto “Bordighera Verde 2030” guarda però oltre la semplice gestione del patrimonio arboreo. L’obiettivo è costruire una città più vivibile, ombreggiata e accessibile attraverso il modello internazionale 3-30-300+, elaborato dal forestale urbano Cecil Konijnendijk e oggi adottato da numerose città nel mondo. La regola prevede che ogni cittadino possa vedere almeno tre alberi maturi dalla propria abitazione, scuola o luogo di lavoro; che ogni quartiere raggiunga almeno il 30% di copertura arborea attraverso le chiome degli alberi; e che ogni residente disponga di un’area verde pubblica di qualità di almeno 0,5 ettari entro 300 metri da casa, percorribili in circa cinque minuti a piedi.

Un approccio che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, mitigare gli effetti delle ondate di calore e rendere il verde una componente strutturale della città, adattato alle peculiarità locali e arricchito da quello che il documento definisce il “Patrimonio Botanico Identitario” di Bordighera.

“Valorizzare il patrimonio botanico esistente, prima di costruire nuove opere” è il principio che accompagna l’intero programma. Una visione che punta a trasformare il verde urbano in uno strumento di qualità della vita, attrattività turistica e tutela ambientale.

La prima sfida resta quella della conoscenza. Perché senza un censimento completo e aggiornato non è possibile programmare interventi efficaci, né garantire una gestione moderna e sicura del patrimonio arboreo cittadino. E proprio da qui la nuova amministrazione ha deciso di partire, trasformando quella che oggi appare come una criticità ereditata dal passato in uno dei pilastri della propria azione di governo.