Nell’ambito della rassegna i Martedì letterari, inseriti nell’anno Internazionale del Patrimonio Culturale, viene presentata l’esposizione Antologica di Giorgio Rocchi 1965-1999 dal titolo “Tra narrazione e fermo immagine. Una storia tutta italiana.” La mostra, un omaggio ad un artista che legò la sua produzione anche alla città di Sanremo, vuol ripercorrere un percorso di esperienze e di sensazioni attraverso opere provenienti  da collezioni private presenti a livello nazionale oltre che dal patrimonio familiare.

L’evento artistico verrà inaugurato domani sabato 31 marzo alle ore 17.30 nel foyer di Porta Teatrale alla presenza del figlio Paolo Rocchi e della storica dell’arte Dott.sa Federica Flore.

“Il Casinò rende omaggio ad un artista che ha stretto un forte legame con la città e con il territorio,” sottolinea il cons. Olmo Romeo, Vicepresidente di Federgioco. “Lo attestano anche le opere dedicate alla Casa da Gioco, tra cui si distingue la nevicata al Casinò.  Riaffermiamo con questo evento l’importanza del recupero storico e della valorizzazione dei tanti artisti che elessero il nostro territorio come luogo privilegiato per esprimere la propria visione artistica.”

“Diamo il benvenuto alla famiglia Rocchi, che ha voluto iniziare proprio dal Casinò di Sanremo la lunga serie di mostre che porterà in tutta Italia e all’estero la poetica artistica di questo importante esponente del Novecento,” afferma il Direttore Generale, Ing. Giancarlo Prestinoni. “Con questa esposizione potranno essere ammirate molte opere dedicate alla città e ai suoi angoli più suggestivi.”

Federica Flore scrive di Rocchi come di “un artista che si affianca perfettamente alla linea realistico-paesaggistica italiana di Fattori. Giorgio Rocchi, infatti, costruisce la sua visione dell’Italia che cambia da terra agricola a terra di cultura internazionale, mostrandosi testimone attento di questo processo come un fotografo o un cineasta. […] Le opere pittoriche, che saranno in mostra, potranno essere apprezzate da un pubblico ampio, soprattutto per il loro punto di vista rispettoso nei confronti della trasformazione.”