manlio graziano

“Alla guerra ci si arriva sempre impreparati. Accade ai paesi e alle persone comuni… Questo libro tenta di offrire alcune risposte a quel disorientamento, pur nella consapevolezza che contrastare la forza soverchiante delle ideologie, delle abitudini e dei luoghi comuni è un compito troppo vasto per essere esaurito in qualche centinaio di pagine. Le guerre ci colgono sempre di sorpresa…” (Dall’introduzione di Manlio Graziano).

Domani, 17 marzo, alle ore 16.30, nell’ambito dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo curati da Marzia Taruffi al Teatro dell’Opera, il prof. Manlio Graziano, analista geopolitico, illustrerà il suo ultimo saggio: “Come si va in guerra” (Mondadori). Partecipa la prof.ssa Sara Di Vittori.

In un’epoca in cui si parla sempre più spesso di guerra – persino di un possibile conflitto mondiale o nucleare – il rischio più subdolo è la sua banalizzazione. Da una parte il riarmo di molti Paesi suscita ansia; dall’altra, le immagini di città rase al suolo e le dichiarazioni infuocate producono assuefazione. In questo clima, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, invita ad adottare un wartime mindset, a prepararsi mentalmente al conflitto che potrebbe attenderci.

Per non lasciarsi travolgere è necessario porsi una domanda: come si va in guerra?

Partendo dall’esperienza storica, Manlio Graziano esplora i meccanismi di manipolazione psicologica e ideologica che spingono individui e società non solo ad accettare la guerra, ma perfino a invocarla. Dalla costruzione del nemico all’illusione rassicurante di essere sempre dalla parte del giusto, dalle dinamiche identitarie alla potenza emotiva della paura, il libro indaga come il conflitto trovi terreno fertile nei nostri automatismi mentali.

Parallelamente, Graziano ricostruisce il processo di deterioramento degli equilibri internazionali: l’erosione della cooperazione tra grandi potenze, l’esplosione di crisi regionali, il moltiplicarsi dei “governi degli incapaci”, che non possono che aggravare la situazione. Ci offre così una chiave storica per interpretare gli attuali rapporti di forza, gli interessi economici e le visioni del mondo che alimentano lo scontro e trasformano un conflitto tra grandi potenze in un esito pensabile, persino plausibile.

Il risultato è un saggio essenziale per orientarsi nel presente e guardare al futuro con maggiore consapevolezza. Con rigore, ampiezza di sguardo e la necessaria distanza critica, Graziano ci accompagna dentro la seduzione della guerra per mostrarci come ci siamo arrivati e come possiamo ancora resisterle.

Manlio Graziano vive a Parigi, dove insegna Geopolitica e Geopolitica delle religioni alla Paris School of International Affairs di Sciences Po e alla Sorbona. Dirige il Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis, scrive su “Limes”, “Gnosis” e il “Corriere della Sera” e collabora regolarmente con “International Affairs Forum”. È autore di numerosi saggi e monografie, tradotti in varie lingue, tra cui: Italia senza nazione? (2007), Guerra santa e santa alleanza (2015), L’isola al centro del mondo (2018), Geopolitica (2019), Geopolitica della paura (2021).