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Soddisfatti per la settimana festivaliera ma senza la possibilità di fermarsi a riposare. Il Casinò di Sanremo esce benissimo dai dieci giorni di fuoco che gli sono stati garantiti dal grande evento musicale confermandosi come uno dei tre poli principali del Festival con l’Ariston e Casa Sanremo. Ma resta aperta la discussione con le organizzazioni sindacali e si è anche aggiunta la ricerca di un nuovo gestore per bar e ristorante dopo la rinuncia di Elior.

Con il presidente della Spa Casinò di Sanremo, Adriano Battistotti abbiamo affrontato i tre argomenti.

“Per il periodo festivaliero il bilancio è positivo sotto un duplice aspetto – dice – quello dell’immagine come una delle location principali di questa edizione con la conferma della Sala Stampa e l’occupazione del nostro Teatro per dirette della Rai. Siamo soddisfatti anche degli incassi ai tavoli da gioco e alle slot anche se non parliamo di incassi come quelli degli anni d’oro. Abbiamo clienti non vaccinati, altri che erano in quarantena ma ciò non ha impedito un notevole afflusso nelle sale da gioco. Dal venerdì prima dell’inizio alla domenica finale l’incasso è stato di 1.170.000 euro provenienti per l’89% dalle slot”.

“Arriviamo da due anni che a causa della pandemia siamo rimasti chiusi sei mesi nel ’20 e quasi altrettanti l’anno scorso, abbiamo retto perché l’azienda è sana. Per noi l’importante è riuscire a rimanere aperti. Per quel che riguarda il braccio di ferro con i sindacati non bisogna dimenticare che stiamo forse uscendo dalla pandemia e soprattutto per noi anche da una massiccia campagna di incentivazione all’esodo del personale in età più avanzata che è andato in pensione ed ora siamo con un organico ridotto. Per questi motivi abbiamo deciso di proporre un’offerta di gioco laddove c’è una richiesta di gioco quindi nei fine settimana. Stiamo cercando di far comprendere questa strategia ai sindacati che in parte hanno capito che la riduzione dell’orario di gioco riguarda solo la roulette francese. Secondo me stiamo andando verso un periodo di distensione con i rappresentanti dei lavoratori”.

Infine, entro il 7 marzo chi è intenzionato a subentrare a Elior nella gestione del servizio bar e ristorante deve presentare la sua offerta.

“Tenere un ristorante aperto tutte le sere è uno sforzo che in questo momento la Casa da gioco non può permettersi – conferma Battistotti – per cui una volta scaduto e non rinnovato il contratto con Elior che ringraziamo perché resterà con noi sino al 30 aprile, abbiamo emesso un bando che comprende la gestione di tre bar (sala slot machines, sala giochi tradizionali, bar dei dipendenti) e del ‘Bistrot’, quaranta posti a sedere per i clienti che non si vogliono allontanare e che gradiscono un piatto veloce e di qualità”.

“Per la ristorazione vera e propria, quella dei nostri Gala e altri eventi – spiega il Presidente – ricorreremo al catering che ci garantisce procedure snelle e in grado di offrire la giusta ospitalità. Elior è stato un partner serio e affidabile, non a caso è il terzo gruppo europeo nella ristorazione, e non è escluso che possa partecipare alla nuova gara ma non dipende da noi”.