casa serena

Quanto è accaduto e sta accadendo a Casa Serena è tragico. Inutile girarci intorno. Cercare colpevoli, spiegazioni, scuse, giustificazioni, porsi delle domande: perché, perché, perché? I fatti accaduti negli ultimi anni, quelli esplosi poi nelle ultime settimane, le vicende ad horas all’interno e fuori  della Residenza per anziani di Sanremo, è sotto gli occhi di tutti. Come se non bastasse ogni giorno ne succede una nuova, imprevedibile quanto assurda. Atrocemente macchiettistica, “ridicola”. Scusate i due aggettivi visto che, da una parte, ci troviamo in mezzo ad un dramma che vede coinvolte la serenità, la sicurezza, l’assistenza sanitaria di 90 ospiti. Una signora anziana vi ha perso recentemente la vita in circostanze oscure, la magistratura sta indagando, due persone hanno ricevuto avviso di garanzia, decine di dipendenti da un mese senza lavoro, senza busta paga. Dall’altra venditori e compratori, per dirla con benevolenza, in “giornata No”. In mezzo a chi ha venduto Casa Serena (il Comune proprietario da 50 anni e l’attuale sindaco Alberto BIancheri) e a chi ha comprato uno dei “gioielli di famiglia” di Sanremo (la società privata My Home, Cooperativa Excellence, il direttore-manager Rosario Maniscalco) c’è il contratto. Il colpevole. Nessuno, tranne chi lo ha redatto e firmato, lo conosce, lo ha visto, letto. Almeno è quello che rispondono assessori, consiglieri di maggioranza ed opposizione, sindacati interpellati. E il “Comune Casa di Vetro”, trasparenza totale, assoluta, che sentiamo ripetere da quando eravamo tutti bambini dalle migliaia di politici, pubblici amministratori d’Italia, del mondo intero che in campagne elettorali continuano a giurare e promettere di costruire? Bugie che indignano, ma che fanno anche ridere.

Una risata vi seppellirà“, quante volte l’abbiamo sentita dire. A pronunciarla la prima volta furono gli anarchici un secolo fa. Sono passati 100 anni, nessuno ha saputo spiegare il perché davanti ad incidenti, cadute, cose che non vanno si ride. Il filosofo francese Henri Bergson ci ha provato sostenendo che anche il ridere avrebbe a che fare con “il mantenimento dell’ordine sociale”. Nei suoi scritti si legge testualmente “ridere di una situazione in cui le regole di normalità vengono sovvertite, un po’ come il carnevale, servirebbe ad esaurire la carica rivoluzionaria dell’eccezione, normalizzata da una risata liberatoria”. Legittimamente vi domanderete che c’entra Casa Serana? Centra perché stamane quando i sindacati Cgil, Cisl, Uil, dopo aver incontrato il sindaco e ripetuto che per loro il contratto con My Home deve essere revocato, che il nuovo rinvio di 10 giorni prima che Palazzo Bellevue decida del futuro della Rsa, degli ospiti, dei dipendenti, si sono recati a Poggio per visitare la struttura, vedere cosa succedeva dentro, se operavano abusivi, Rosario Maniscalco e personale di My Home non li hanno fatti entrare. Pochi minuti poi l’atmosfera prometteva male, sono arrivati polizia, carabinieri, vigili urbani. All’improvviso, quando è comparsa un’anziana ospite su una sedia a rotelle nel giardino, senza alcuno che l’accudisse è calato il gelo. Poi quando un giovane, incaricato da My Home di fare il portiere, di corsa l’ha raggiunta cercando di spingere la carrozzina, tra i presenti qualcuno ha cominciato a ridere. Il riso è stato contagioso, i sindacalisti hanno preso la palla al balzo. Gli animi si sono raffreddati, hanno bloccato l’improvvisato portiere-barelliere perché non idoneo. Quel servizio infatti necessita di una O.s.s. diplomata o di un infermiere con laurea. “Possibile – hanno protestato in coro – che My Home non sappia queste cose? Come fa un Comune a non stracciare il contratto, a fidarsi ancora di loro. È assurdo poi che ciò sia avvenuto proprio davanti ai nostri occhi, come se fosse normale”. Cgil, Cisl, Uil, secondo molti avrebbero sbagliato a presentarsi a Casa Serena senza informare la gestione. Hanno risposto che entrare, chiedere, verificare se ci sono all’interno situazioni irregolari, sarebbe prassi consolidata. C’è chi ha sostenuto che sarebbe previsto anche nel Contratto nazionale del Lavoro.

Le ultime news su Casa Serena sarebbero: 1) My Home avrebbe pagato la prima mensilita’ rata-canone di affitto-acquisto. Com’è noto il contratto (contestatissimo in primis dall’opposizione di centrodestra) prevede il pagamento in 10 anni, rate mensili e conguaglio finale;  2) alcuni ospiti, visto il disordine, i vari pro e contro e quanto sta accadendo dentro la Rsa, starebbero o sono stati già portati via dai famigliari per sicurezza; 3) fa sorridere l’affermazione garantista dal sindaco pronunciata la settimana scorsa in Prefettura, presenti il vice prefetto, sindacati, Rosario Maniscalco, il segretario generale del comune di Sanremo che pressapoco suonava così: Durante i 10 giorni di rinvio della revoca (si dice spedita oggi?) a My Home sulla buona gestione, sulla sicurezza ed assistenza a tutti gli ospiti garantirà il Comune inviando sul posto personale idoneo a controllare che tutto funzioni come un orologio. Peccato che quando c’è stato il corpo a corpo Sindacati-Maniscalco nessuno di loro fosse presente.

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