Le indagini della magistratura su Casa Serena sarebbero ad una svolta importante. Stamane alle 9,40 investigatori della scientifica hanno varcato il cancello della casa di riposo per anziani di Sanremo e si sono portati subito a ispezionare millimetro per millimetro la stanza dove, all’alba della mattina del 7 settembre scorso, un dipendente della Rsa ha trovato ormai morta, soffocata da una cintura di contenzione che la doveva proteggere, un’anziana ospite, la signora Gemelli.

Al termine del sopralluogo la scientifica ha tolto i sigilli alla stanza, ma ha sequestrato il letto dov’è morta la sfortunata signora Gemmelli, trasferendolo nel reparto di fisioterapia a disposizione della magistratura. Gli uomini della scientifica hanno lasciato Casa Serena poco dopo mezzogiorno. Durante le ispezioni erano presenti sia il direttore sanitario, dottor Bonello, che il direttore di Casa Serena, dott. Rosario Maniscalco. La stanza dell’anziana ospite, dove purtroppo si è consumata l’incredibile tragedia che ha scosso non solo Sanremo ma l’intera Liguria, si trova al primo piano della struttura, Camera n. 66, Modulo B.

C’è attesa di conoscere i risultati dell’autopsia, effettuata pochi giorni dopo il decesso, dal medico legale dottoressa Sara Lo Pinto. C’è necessità di conoscere com’è avvenuta la morte della signora Gemelli, se è spirata per soffocamento causato dalla cintura di contenzione, come sarebbe sembrato in un primo momento o per altre cause. Giorno dopo giorno la situazione a Casa Serena diventa sempre più pesante anche a causa dei continui rinvii, da parte del Comue, del Tar, della Prefettura, su cosa decidere, se annullare il contratto tra Palazzo Bellevue, il sindaco Biancheri e la My Home, la società privata che di fatto ha comprato la Rsa sanremese pagandola in 10 anni con affitti mensili ed un conguaglio finale. Contratto contestato da più parti, in primis dai partiti d’opposizione presenti in Comune ( Lega, Fratelli d’Italia, F.i), dalla triplice sindacale (Cgil, Uil, Cisl), dalla maggioranza delle famiglie dei 95 ospiti attuali a Casa Serena, da quasi il 50% dei dipendenti che di fatto, dal 1 settembre si sentono “licenziati e senza busta paga”.

Tra My Home, dipendenti, e la triplice sindacale, infatti, c’è un braccio di ferro ed accuse per presunte violazioni contrattuali. Il comune di Sanremo ha revocato il contratto alla My Home per irregolarità, si dice per non avere mantenuto certi patti probabilmente soprattutto verbali. Provvedimento respinto, al momento, dal Tar, il Tribunale amministrativo regionale. Attorno al presente e al futuro di Casa Serena la confusione ed il disagio crescono giorno in giorno. In fretta, troppo in fretta, ma non c’è da stupirsi visto che in ballo c’è la serenità, la sicurezza, la vita di genitori, nonni, famigliari a tutti noi cari. Persone deboli, indifese, che hanno bisogno di tranquillità e certezze. Certamente da parte di Palazzo Bellevue si è agito con troppa fretta, troppa superficialità. Su questo non ci piove anche se qualcuno continua ad arrampicarsi sugli specchi. Con scarsissima prudenza e professionalità legale in termini di contratti e bilanci, insufficiente informazione sugli acquirenti, sui nuovi proprietari, sullo storico della My Home, della Cooperativa Eccellence. Tipo che esperienza nel settore avevano, che case di cura per anziani gestivano ed attualmente gestiscono. Dove, con quali risultati: ottimo, bene, benino, tra il 5 ed il 6, oppure…

Corrono con insistenza voci, che riportiamo per dovere di cronaca, che avvisi di garanzia sarebbero stati emessi nei confronti dei medici di Casa Serena, si dice uno anche nei confronti e del direttore Rosario Maniscalco. Tutti “atti dovuti” quando la magistratura apre un fascicolo ed indagini di cui fa parte anche una persona sul cui decesso ci sono indagini in corso. Sul fronte delle famiglie c’è da registrare che gli anziani attualmente ospiti di Casa Serena non sarebbero più 95, ma scesi ad 88, di cui circa 50 accreditati. Altri figli o congiunti, vista l’allarmante situazione, starebbero contattando anche loro altre Rsa della provincia per trasferire i loro vecchietti in altre Case di cura più accoglienti e sicure. Da più parti della città si manifesta questo desiderio non più rinviabile: “signor sindaco Biancheri, assessore ai Servizi Sociali, signora Pireri, intero consiglio comunale, maggioranza ed opposizione, non pensate alle vostre elezioni del prossimo anno, fate qualcosa, date un segnale”.

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