Casa Balestra, uno dei gioielli della Valle Argentina apre al pubblico

È stata aperta al pubblico, completamente ristrutturata, Casa Balestra, dimora storica che in sé racchiude le piccole storie della Valle Argentina e le grandi storie dell’Italia risorgimentale. Domenica 11 agosto 2019 si è tenuta l’inaugurazione.

La dimora si trova a Molini di Triora e faceva parte, in un’epoca lontana, dei 13 mulini dove veniva lavorato il grano prodotto sulle montagne intorno a Triora, considerata il granaio della Repubblica di Genova.

Con il passare dei decenni e dei secoli la produzione di grano diminuì sempre di più e del mulino non se ne ebbe più bisogno. Il grande edificio venne venduto a porzioni e una parte venne trasformata nel 1830 in un’abitazione civile dal famoso chirurgo Giovanni Battista Balestra.

Balestra studiò medicina prima a Genova e poi a Lione, fu un pioniere nell’utilizzo e sviluppo dei vaccini essendo tra i primi ad applicare il vaccino contro il vaiolo.

“Durante la sua attività a Torino conobbe i primi intellettuali rivoluzionari che poi presero parte ai moti del 1848. Firmò insieme ad altri alcune lettere aperte di contestazione contro Carlo Felice e per questo venne arrestato,” racconta Daniela Lantrua dell’associazione ‘Casa Balestra 13’.

Alla morte di Carlo Felice, venne liberato da Carlo Alberto che ne fece uno dei sui medici preferiti sul campo di battaglia. “Dopo queste vicissitudini la famiglia lo fece tornare a Molini e lo fece sposare con Rosa Donzella, un matrimonio combinato,” spiega Lantrua.

L’abitazione è rimasta come in passato, caratterizzata dal tipico mobilio dell’800 e conserva le testimonianze della ricerca scientifica e del Risorgimento italiano. Varcare la soglia è come un tuffo nel passato che permette letteralmente di camminare nell’antica storia del nostro territorio e del nostro Paese.

La casa poi passò ai figli Pietro, che divenne arcivescovo di Cagliari, e Agostino, che si dedicò alla terra e all’agricoltura.

“A volte il nostro entroterra è ricco di queste sorprese,” aggiunge Daniele Lantrua, che insieme al fratello Giacomo, ha ereditato la casa dai genitori Nino e Rosalba. Questi, negli anni ’70, decisero di conservare e mantenere intatta l’essenza dell’abitazione.

Grazie all’associazione ‘Casa Balestra 13’, la dimora è nuovamente aperta al pubblico e visitabile liberamente ogni sabato, o previo accordo durante la settimana, nei casi di comitive o scolaresche. L’obiettivo è quello di trasformarla in un vero e proprio polo culturale per tutta la vallata e il Ponente ligure.