Carlo Piano alla ricerca della 'grande bellezza' con papà Renzo, ospite dei Martedì Letterari del Casinò

Il giornalista Carlo Piano è stato ospite dei Martedì Letterari a cura del Casinò di Sanremo. Figlio dell’archistar Renzo, Carlo Piano ha presentato il libro “Atlantide, viaggio alla ricerca della bellezza” firmato anche dal padre.

“E’ un viaggio che ho fatto per mare con mio padre Renzo – dice Carlo Piano – partendo dalla nostra città, Genova, toccando i luoghi dove lui ha realizzato i suoi progetti, alla ricerca della bellezza e della perfezione assoluta, che è irraggiungibile”.

“E’ un concetto astratto, è come l’uccello del paradiso che riesci ad accarezzare ma non ad afferrare. Ma è stata anche l’occasione per mio padre di una confessione sui suoi rimorsi per gli errori che ha inevitabilmente commesso nella sua vita non solo professionale”.

“Il messaggio che contiene questo libro – dice Carlo Piano – è quello di non arrendersi mai nella ricerca della bellezza, e se questa ricerca poi andrà a buon fine lo si scoprirà leggendo il nostro libro”.

“Per noi questo viaggio è stato molto importante, la barca è davvero un posto speciale dove ci si dicono cose che non si direbbero mai sulla terra ferma. I vecchi genovesi consigliavano alle coppie in vista del matrimonio di trascorrere insieme una settimana in barca. Se alla fine non ci si prende a schiaffi, allora ci si può sposare. E funziona anche con gli amici e in questo caso con i padri”.

Il progetto per la ricostruzione del ponte sul Polcevera è firmato da Renzo Piano: “Quello che è successo lo sanno tutti – dice Carlo Piano – se il nuovo ponte sarà pronto a maggio o a giugno cambia poco. Quello che conta è l’ennesima dimostrazione che quando noi italiani ci impegniamo sappiamo fare cose eccezionali, e non mi riferisco ovviamente solo a chi ha redatto il progetto ma anche a tutti quelli che ci stanno lavorando senza sosta. Il nuovo ponte deve essere anche un grande segnale di speranza per tutti”.

Tornando al libro, quale è stato il luogo visitato che le resta nel cuore? “Tra tutti – conclude l’ospite dei Martedì Letterari davanti ad un Teatro dell’Opera completamente gremito – dal punto di vista affettivo è il Beaubourg, l’opera che nel 1971 ha dato il via alla grande avventura professionale di mio padre, il Centre Pompidou ha di fatto trasferito a Parigi la residenza di papà che non ha saltato un giorno sul cantiere. Però, tornando ancora più indietro nel tempo, la cosa che mi ha colpito di più quando ero bambino sono i suoi castelli di sabbia sulla spiaggia di Pegli. Ha sempre utilizzato un metodo particolare che questa volta viene svelato all’interno del nostro libro”.