“Rivieracqua ha difficoltà di carattere finanziario. Abbiamo informato di questo gli organi di riferimento, cioè Prefettura, Provincia e comuni. È evidente che c’è una ricaduta di ordine pubblico che non possiamo permetterci soprattutto per quanto riguarda la fondamentale manutenzione ordinaria in vista della vicina stagione estiva.”

Sono queste le parole del presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante durante la conferenza stampa a margine dell’assemblea dei sindaci. Una riunione iniziata con il picchetto dei lavoratori, dei sindacati e degli imprenditori che vantano crediti per un totale di 3 milioni con la società consortile creata per gestire il servizio idrico integrato nel Ponente ligure.

“Le imprese vantano dei crediti e di conseguenza ci sentiamo impegnati nel trovare una soluzione. Ci hanno dato un tempo variabile tra i 12 e i 15 mesi per il rientro,” continua Mangiante.

L’assemblea dei sindaci è stata guidata dal Cda composto dal presidente Mangiante e dalla consigliere Sara Rodi. Non è sfuggita la mancanza del terzo membro Carlo Ponte che ieri ha ufficializzato via pec le sue dimissioni senza dare spiegazioni. Delle sue probabili dimissioni se ne parlava già da tempo, poche settimane dopo la sua entrata in carica, ma rimanevano voci di corridoio fino ad oggi. Contattato da Riviera Time ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Durante l’assemblea i vertici della società pubblica hanno esposto il quadro della situazione e l’evidente squilibrio finanziario.

“I sindaci e i soci ci hanno dato un mandato per studiare delle linee direttive capaci di rimettere in equilibrio Rivieracqua. La prossima assemblea sarà l’11 aprile termine nel quale presenteremo un progetto. Inoltre abbiamo 180 giorni per arrivare all’approvazione del bilancio 2017.”

Rivieracqua ha affidato ad una società la revisione dei conti per capire l’entità dei debiti e dei crediti. “Fino a quel momento non posso essere preciso dando delle somme certe,” specifica il presidente.

Durante l’intervista Sara Rodi ha anche parlato del conferimento di Amaie in Rivieracqua.

“In molti credono che con il conferimento di Rivieracqua si andrebbero a risolvere tutte le problematiche finanziarie. Noi siamo scettici al riguardo. In una situazione come la nostra e di fronte ad uno squilibrio finanziario così importante sarebbe incosciente e anche rischioso conferire una nuova società che potrebbe provocare effetti negativi andando ad aggravare la situazione,” spiega.

L’11 aprile sarà il giorno della verità. Una volta presentato il piano economico i sindaci e i soci dovranno esprimersi una volta per tutte sul futuro di Rivieracqua.

“La nostra speranza è quella di concludere tutto e arrivare a definizione entro fine anno. Con l’equilibrio si potrà poi parlare del conferimento di Amaie e delle altre società,” conclude Mangiante.