Con il patrocinio del Comune di Camporosso e grazie alla sinergia tra ACEB (Associazione Culturale Eventi Benefici APS), lâAssociazione culturale di Vallecrosia âIl Ponteâ e quella ventimigliese di Liber Theatrum, Ăš in programma venerdĂŹ 16 gennaio alle ore 17.30, nella Sala dei Tigli del Centro Polivalente G. Falcone, in corso Vittorio Emanuele 236 a Camporosso, lâincontro dâautore a ingresso libero con la scrittrice e attrice Giorgia Wurth per il suo libro âChe la mia fine sia un racconto. Sogniamo una Palestina libera, intanto la Palestina ha liberato noiâ.
Lâappuntamento, coordinato da Diego Marangon, vedrĂ la presenza anche dellâoperatrice umanitaria imperiese Susanna Bernoldi, volontaria impegnata da tempo in Palestina e referente del gruppo A.I.F.O. di Imperia, che porterĂ la sua testimonianza, frutto di una costante presenza e anche di recentissimi viaggi in quel territorio.
Lâincontro chiuderĂ praticamente la settimana di appuntamenti di âheART of GAZAâ, mostra itinerante âda Gaza al mondoâ di opere di bambini vittime del genocidio in terra palestinese, in esposizione dal 9 gennaio nella Sala Ardesia del Centro Falcone di Camporosso. Un evento pensato per continuare a sensibilizzare lâopinione pubblica su un tema scottante come la questione palestinese e lâintervento armato dello Stato di Israele in quei territori, Gaza e Cisgiordania in primis.
Lâoccasione ha visto riunire le forze e le intenzioni etico-morali di numerose associazioni del territorio dellâestremo Ponente ligure: Granello di Senape, A.I.F.O., Amnesty International, Caritas Ventimiglia-Sanremo, Gruppo Penelope, Spes Omnia, Scuola di Pace Ventimiglia, NOI4YOU, Libera contro le mafie.
Potente e toccante il nuovo libro di Giorgia Wurth, genovese di origine, attrice di teatro, cinema e televisione, ma anche conduttrice radiofonica e televisiva ed ex modella, che dopo i suoi due precedenti romanzi conferma una profonda sensibilitĂ umana, firmando unâopera letteraria che mostra come, dopo quanto avvenuto in Medio Oriente il 7 ottobre 2023, la vita per molti di noi non sia piĂč la stessa.
Quanto accaduto quel giorno con lâattacco terroristico di Hamas a Israele, ma soprattutto la successiva dichiarazione di guerra da parte del governo di Tel Aviv (la prima ufficiale negli ultimi 50 anni), con le terribili e ancora attuali conseguenze sulla popolazione civile di Gaza e degli altri territori palestinesi, sprona tutti noi a non rimanere indifferenti, a rompere il silenzio, a trasformare il dolore in azione e lâimpotenza in speranza.
“Gli eventi di Gaza hanno scosso le fondamenta della giustizia, dei diritti umani e della libertĂ di pensiero. Per la prima volta, attraverso i social media, ogni giorno assistiamo in diretta a un genocidio, e questo ha lasciato un segno indelebile su chi ha scelto di non chiudere gli occhi. Dolore, rabbia e impotenza hanno spinto molti a rivoluzionare la propria vita, le relazioni, il lavoro”.
Ă da questa riflessione che Giorgia Wurth Ăš partita per dare vita a un diario collettivo di testimonianze e voci diverse: uomini e donne palestinesi che si intrecciano con quelle di cittadini italiani, infermieri e psicologi sociali impegnati nel trattamento dei traumi di guerra. Un racconto della lotta per la sopravvivenza di un popolo e dellâimpatto profondo di questa resistenza sulle nostre coscienze. Testimonianze di sofferenza, ma anche di risveglio e liberazione, in cui la Palestina diventa una lente attraverso cui ripensare noi stessi. UnâopportunitĂ per decolonizzare il nostro immaginario, combattere lâislamofobia e il razzismo, sfidare la disumanizzazione. La causa palestinese non Ăš solo un conflitto geopolitico, ma un simbolo universale di dignitĂ e umanitĂ per chi ha il coraggio di coglierlo.
Il libro, come si legge nella prefazione, cristallizza le emozioni di un momento storico che verrĂ studiato come uno dei piĂč bui della nostra storia recente, affinchĂ© davvero non accada mai piĂč. Attraverso testimonianze personali e interviste con esperti, il testo esplora il dolore di chi, colpito dalla sindrome dello spettatore impotente, osserva lâorrore da lontano. Descrive come le maschere siano cadute, spingendo molti a rivoluzionare la propria vita, le relazioni e il lavoro.
Denuncia il fallimento del femminismo occidentale nel rispondere allâoppressione delle donne palestinesi e le ritorsioni subite da chi osa parlare di Gaza. Esamina come la scuola italiana si sia posta di fronte a una tragedia di tale portata, mette in luce il duplice ruolo dei social media, sia come potente strumento di mobilitazione e informazione sia come fonte di alienazione attraverso lo scrolling compulsivo, e analizza la religione come mezzo di sopravvivenza.
A rendere ancora piĂč interessante e stimolante lâincontro sarĂ la presenza di Susanna Bernoldi, referente del gruppo A.I.F.O. Imperia (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau, filantropo, giornalista e poeta francese che dedicĂČ parte della sua vita alla difesa dei diritti dei malati di lebbra nel mondo). Volontaria imperiese da molti anni impegnata in Palestina e Cisgiordania, con frequenti viaggi in quei territori, Bernoldi Ăš rientrata recentemente dal Medio Oriente.
Per la sua attivitĂ di solidarietĂ anche in Sudan e India, dove si Ăš dedicata allâeducazione e alla formazione delle persone piĂč vulnerabili, nel 2020 Ăš stata insignita dellâonorificenza di Cavaliere dellâOrdine al Merito della Repubblica Italiana.
Info: 338 6273449 â liber.theatrum@gmail.com â www.libertheatrum.com.








