Sono stati da poco diffusi i dati relativi alle presenze turistiche nella Provincia di Imperia durante il mese di settembre.

Imperia è maglia nera in Liguria: tra le quattro province è infatti l’ultima, con un -8,17% rispetto lo stesso mese dello scorso anno. Il Ponente Ligure, solo a settembre, ha perso oltre 30 mila e 700 presenze.

Analizzando Sanremo e Diano Marina, due delle mete simbolo della Riviera, la situazione è negativa: a settembre la Città dei Fiori ha perso il 2,27% e Diano Marina crolla del -8,96%.

“Una battuta d’arresto per la nostra provincia che ci preoccupa molto – commenta Igor Varnero, Presidente Provinciale Federalberghi – complessivamente è evidente che la Riviera dei Fiori è in affanno. Per noi è molto difficile cercare di fare un coordinamento tra tutti i Comuni per attuare delle strategie che siano condivise”.

L’andamento generale da gennaio a settembre 2018 fa pensare ad un possibile problema di fondo. Ad eccezione dei mesi di marzo e maggio, che hanno registrato un aumento rispettivamente del 8,25% e del 9,95%, gli altri mesi sono stati tutti in perdita.

“La situazione è chiara e vale anche per l’economia nazionale. Dopo un paio di anni di ripresa la crescita economica si sta raffreddando e il turismo non è avulso da questa condizione. Quest’anno ci hanno salvato gli stranieri ma nel lungo termine non possiamo pensare di lavorare prevalentemente con questo tipo di turismo che è prevalentemente stagionale”, continua Varnero.

Negli ultimi mesi si è fatta strada la possibilità di introdurre l’imposta di soggiorno, pratica già utilizzata in molte città turistiche, e nel corso dei prossimi mesi del 2019 verrà adottata anche da alcuni Comuni della Riviera dei Fiori. La maggior parte degli introiti dovrebbe essere utilizzata per promuovere ulteriormente le città, finanziando il reparto turistico.

“Con l’introduzione della tassa di soggiorno si aprirà la possibilità di investire per fare promozione. È chiaro però che le risorse andranno investite in maniera corretta e coordinata, non possiamo permetterci di andare divisi sui mercati internazionali. La strategia va fatta tutti insieme in modo da creare dei risultati che siano concreti sul territorio”, conclude.