[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/196839014″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Durante il Consiglio Comunale dell’8 novembre 2016, l’amministrazione sanremese, in accordo con tutte le forze politiche, ha espresso la volontà di prendere in carico il borgo di Bussana Vecchia, proprietà dell’agenzia del demanio fin dagli anni ’80.

La scelta è scaturita dopo l’ultimatum dello scorso aprile in cui il demanio intimava al Comune di avviare il processo per il trasferimento della proprietà, oppure di emanare l’ordinanza di sgombero per i residenti occupanti le abitazioni.

Con questa decisione, il comune di Sanremo ha ufficialmente riconosciuto l’importanza sociale e culturale di Bussana Vecchia, un borgo dalla storia unica e affascinante.

 

“Era il primo giorno di quaresima, alle ore sei e venticinque […]  La terra si scuote, traballa, a lungo ondeggia, poi si aggira vorticosa; si direbbe il finimondo: si odono rumori diversi di muri caduti, di legname che si spezza, di ferro che si torce.”

Con queste parole i testimoni dell’epoca descrissero il terremoto che, il 23 febbraio 1887, fece tremare l’entroterra sanremese. L’antico borgo medievale di Bussana subì ingenti danni e numerose furono le vittime.

Il paese fu abbandonato per essere ricostruito 3 chilometri più a valle, da allora è conosciuto come Bussana Vecchia.

Le abitazioni rimasero abbandonate fino ai primi anni ’60 quando il ceramista e pittore torinese Mario Giani, in arte Clizia, fondò la ‘Comunità Internazionale degli Artisti’ con l’aiuto del poeta Giovanni Fronte e del pittore Vanni Giuffré.

Fin da subito il villaggio cominciò ad attrarre artisti e creativi da tutta Europa. “La presenza degli inglesi è sempre stata importante… ‘The contingent’, si facevano chiamare,” spiega Marco Orsatti, presidente dell’associazione Bussana Vecchia Resilient.

Grazie a queste persone il borgo tornò a vivere e ad animarsi. Furono loro a sistemare e mettere in sicurezza gran parte degli edifici.

La comunità degli artisti era dotato di un vero e proprio statuto. Gli spazi liberati dalle macerie venivano affidati a chi poteva dimostrare di essere un artista e “la semplice pratica dell’affittare era impensabile”, spiega Orsatti.

Il londinese Colin Sidney-Wilmot fu tra i primi ad arrivare ed è oggi la memoria storica del villaggio: “Bussana Vecchia è senza ombra di dubbio un enorme successo. Non è stato un movimento sovversivo. Abbiamo chiesto il permesso. Abbiamo preso un posto abbandonato e l’abbiamo trasformato in un luogo bello dove vivere e lavorare.”

Il rapporto tra gli abitanti del borgo e le istituzioni è stato a tratti teso e complicato. Come spiegato da Wilmot, inizialmente il comune di Sanremo era favorevole all’iniziativa. Fu il cambiamento di amministrazione nel 1968 a cambiare le cose.

In quell’anno fu evitato per un soffio lo sgombero. Poi, negli anni ’80, il borgo divenne patrimonio indisponibile e iniziò la ‘querelle’ legale sulla proprietà degli immobili. Gli abitanti hanno per anni tentato di ottenere la proprietà per usucapione dal demanio, senza mai avere successo.

Ora, i residenti di Bussana Vecchia vedono il passaggio di proprietà del borgo, dal demanio al Comune, come una grande opportunità per risolvere una volta per tutte la questione.

La speranza è anche quella di contrastare la speculazione immobiliare che ha prolificato in questi anni di incertezza in modo da riportare il “Borgo dell’Arte” ai vecchi splendori.

L’amministrazione sanremese guidata dal Sindaco Alberto Biancheri, è al lavoro per cercare i fondi necessari alla messa in sicurezza di Bussana Vecchia.