"Buonasera io sono Sole...", il racconto della giovani Chiara Chiappori è un grido contro il femminicidio

L’idea di questo racconto nasce durante il lockdown. “Buonasera io sono Sole…” è un testo intenso, capace di far riflettere su due temi di grande attualità: da una parte la violenza sulle donne, dall’altra la certezza della pena.

Temi di cui spesso si discute sui giornali, in televisione e sui social media. Problematiche che toccano anche i giovani e soprattutto gli adolescenti che si affacciano alla vita adulta.

L’autrice del testo che pubblichiamo qui di seguito è Chiara Chiappori, 17enne di Diano Marina, studentessa dell’Istituto Tecnico Turistico. “Durante la quarantena – spiega nella video-intervista di Riviera Time – ho sentito la notizia che, nonostante le difficoltà del coronavirus e nonostante il lockdown, non si sono fermati i femminicidi.”

Stando ai giornali nazionali, nei primi due mesi di emergenza sono state 11 le donne uccise in Italia. Una notizia che ha profondamente colpito Chiara. “Ci ho pensato tutto il giorno. La sera, non riuscendo a dormire, ho scritto questo testo. Che forse può sembrare un po’ estremizzato, ma neanche così tanto.”

Nel racconto si parla anche della pena che molto spesso viene considerata troppo leggera rispetto ai reati commessi.

Buonasera io solo Sole…

Buonasera a tutti io sono Sole, se non vi disturba troppo mi piacerebbe raccontarvi di mia sorella, Serena. Oh lei era una ballerina divina; così bella e con così tanta passione che sul palco si vedeva solo lei. Noi eravamo inseparabili, anche con i nostri quattro anni di differenza, lei mi faceva sempre sentire amata; mica come il mio amico Mirko che tutte le volte che incontra suo fratello manco lo saluta e, invece, quando sono a casa se le danno di santa ragione…

Ma torniamo a Serena la sua storia cominciò con i provini per la Dance Academy di Milano (la nostra amatissima città). Lei era divina come sempre: tra una pirouette di classico, un volteggio di moderno e l’atteggiamento da scaricatrice di porto che le veniva ballando hip hop, tutti rimanevano senza fiato, come fosse la vista del primo tramonto della vita.

Beh.. ovviamente la presero senza alcun indugio e dopo poco tempo diventò prima ballerina. Lei sì che ci sapeva fare, era sempre stata tenace, gentile, solare e per questo tutti la amavano.

Il primo spettacolo fu magia, il secondo poesia e il terzo… il terzo non mi piacque molto. Era troppo magra, glielo dicevano tutti! Persino il suo coreografo… si… Manuel.

Quella era tutta colpa del suo tipello… un certo sgorbio di nome Tommaso.

Okay, si, avete ragione, forse sono stata un po’ cattiva, ma ero gelosa, gelosa da morire! Stavano tutto il tempo assieme: uscivano, mangiavano, chattavano, ballavano e io?! La bella sorellina timidina ed introversa rimaneva a studiare oppure andava agli allenamenti di ‘Krav Maga’… si lo so è uno sport un po’ pesantino, ma io certamente non ero molto fine come mia sorella e poi aiuta molto a scaricare la tensione.

Comunque stavo cominciando ad odiarlo quello lì, ma… cosa ci potevo fare? È il suo ragazzo non il mio e poi lei è felice; io voglio la sua felicità…

Dopo un paio di mesi ci contattò Manuel per prenderci un caffè e assieme a lui venne anche… il medico della compagnia… non capivamo. Era da un po’ che non vedevamo Sere, si era trasferita. Dopo poco spezzarono il silenzio e cominciarono a dirci che era troppo magra e che se non fosse ritornata nel suo peso entro sei mesi non avrebbe più fatto parte del cast.

Era magrissima e questo la portava ad essere debole e non andava bene. Mamma e papà decisero quindi di riunirci tutti in una grande cena di famiglia a casa nostra come ai vecchi tempi. La misero davanti alla più difficile delle scelte: la danza o il ragazzo che piano piano la stava distruggendo.

Cominciò ad urlare di tutto ai nostri genitori, non la riconoscevo più.

Mi alzai, andai in salotto, presi l’album delle sue foto di danza e due dei suoi ultimi filmati (uno di prima che conoscesse lo stronzo e poi l’ultimo), ritornai da lei e gli gettai tutto sul tavolo. La guardai fissa negli occhi. Le scese una lacrima… a me anche. Le porsi la giacca e la intimai di andarsene e non farsi più sentire fino a quando non avrebbe capito.

Passarono due mesi. I due fottuti mesi più brutti della mia vita. Pensavo di aver combinato un bel casino e in più continuavo a sognare mia sorella alta 1m e 70 e 30 chili che cadeva senza forze sul palco mentre volteggiava leggiadra.

Una sera però qualcuno busso alla porta. Era lei con tutte le valige!!! Finalmente aveva scelto la danza!!!!!

Cominciammo così la rialimentazione e riuscì a rientrare nella compagnia. Ma evidentemente la pace per noi non poteva esistere. Eh proprio no… quel Tommaso cominciò ad ossessionare Serena tanto che i miei chiesero il trasferimento.

Ricominciammo tutto. Roma era una bellissima città, ricca di arte e cultura e passavo intere giornate con le mie nuove amiche. Mi ero anche trovata un ragazzo!!! Tutto andava benissimo fino al fatidico giorno…

Tommaso arrivò a Roma e trovò Serena con il suo nuovo compagno, Ludovico, che camminavano mano per la mano. Puntò la pistola a lui e gli sparò alla schiena. Mentre mia sorella si girava per soccorrere il poveretto lo stronzo sparò alle sue gambe, per non lasciarla eventualmente scappare, e poi, dopo averla guardata bene negli occhi, al suo cuore.

Ci arrivò la notizia. Io ero agli allenamenti, non molto lontano; mio padre stava lavorando in ospedale, quando vide passare Ludovico sotto le sue abili mani da chirurgo.

Riuscì a salvarlo, anche se lo obbligò ad inventarsi un nuovo modo per ballare con una carrozzina, mentre mia sorella? Beh lei trovò il palcoscenico più bello…

Quello che però mi fa incazzare è che lei non ci disse nulla sulle minacce, le chiamate e gli sms che questo lurido bastardo le inviava tutti i giorni anche da numeri diversi. Ma che senso ha arrabbiarsi con lei… perché dovrei prendermela con una povera vittima che cercava solamente di dimenticare?!

Era convinta che quella stupida ordinanza restrittiva l’avrebbe protetta per sempre… Quel ba…ballerino fu condannato 24 anni e con attenuante perdita di ragione 16 anni un po’ come se fosse giustificato dai suoi sentimenti cosi incontrollabili… ma non erano già pochi 24 anni?

Dopo un po’ di anni io mi trovavo alla Sapienza di Roma, nella mia amata facoltà di giurisprudenza, che mi stavo preparando per un importante esame quando mi arrivò una chiamata inaspettata… era mia madre che, disperata, mi avvisava che l’assassino di mia sorella stava uscendo per buona condotta due anni prima… con 730 fottuti giorni di anticipo!!!

Mi cadde la penna, oltre che la mia razionalità. Mi fiondai fuori dalla sede, andai a casa, mi cambiai il tailleur che mettevo per la scuola con la tuta che mettevo per gli allenamenti e mi precipitai con un taxi davanti al carcere. Stava veramente uscendo… io pensavo fosse uno scherzo di cattivo gusto…non avevo parole… mi stava sorridendo con un’espressione soddisfatta. Mi ribollì il sangue e, presa da un’attacco di rabbia improvvisa, mi fiondai su di lui e lo picchiai.

… buona sera a tutti, sono la detenuta n. 45563 che è stata condannata a tre anni per lesioni personali dolose, con, ovviamente, il risarcimento dei danni e tutte le attenuanti respinte…

… buona sera a tutti!!! Sono Tommaso Patrizzi, sono uscito dal carcere circa sei mesi fa. Quella ragazza è stata la mia fortuna, che ingenua a vendicarsi per sua sorella, comunque ora sono il famosissimo autore del bestseller “Il lupo non è sempre il cattivo”. La cosa bella è che grazie ad aver esagerato un pochino ed aver fatto un’uscita televisiva degna di Oscar si è ribaltata la faccia della medaglia, ora sono io la “vittima”!!! Divertente, no?!?!

Chiara Chiappori